Conversazione con il Maestro Daniela Delle Fratte (DiDiF)

Daniela Delle Fratte con il critico d'arte Gianni Dunil Daniela Delle Fratte con il critico d'arte Gianni Dunil
Domenica 31 luglio 2022 alle ore 17.00, presso il Padiglione Nazionale Grenada, alla 59. Biennale di Venezia Arte, sarà ospitata una conversazione con Daniela Delle Fratte - in arte “DiDiF” -, nota artista di fama internazionale, che davanti a un pubblico di esperti, parlerà delle sue ricerche sulla natura e sul tema del “viaggio” come approdo a una dimensione vera e primigenia.

La produzione di DiDiF risulta profondamente legata al tema del Padiglione Nazionale e quindi al filosofo intellettuale Edouard Glissant nel modo in cui tratta la sua “Poetica della Relazione”.

L’appuntamento, ad ingresso libero, è presso il Giardino Bianco Art Space in via G. Garibaldi 1814 in zona Castello (Venezia). Abbiamo avuto l’occasione di intervistarla per comprendere come l’esposizione sia stata oggetto di riflessione e incontro con la sua peculiare poetica.

 

Edouard Glissant, intellettuale della Martinica da cui parte l’intera esposizione del Padiglione Grenada, nella sua Poetica della Relazione afferma come «L’Essere è Relazione». A tal proposito la sua ultima ricerca - che presenterà in Biennale - verte su un’opera intitolata Libertà dell’essere. Come deve intendersi questa libertà a livello umano?

Libertà dell’essere narra il mio modo di vedere la vita universalmente interconnessa da un elemento comune di carattere spirituale: “l’Anima”, come fattore originario di “Relazione” non solo tra noi, specie umana, ma anche tra tutte le “cose”. In realtà l’anima dell’Universo corrisponde alla nostra, ove la “Libertà” va intesa come apertura della mente e conseguentemente della nostra essenza spirituale. Spesso il pensiero rimane imprigionato dagli schemi ideati e creati esclusivamente dagli uomini, aprire le porte alla trascendenza è fondamentale essendo noi tutti legati da un “filo impalpabile e invisibile”. Ho sempre avuto grande empatia con ciò che mi circonda e questo mi permette di trovare similitudini tra il genere umano e la natura: un fulmine che si dirama nel cielo ha la stessa forma di una radice, di un ramo e ancor di più del nostro apparato venoso, ove il sole, con la sua luce, dona la possibilità di vedere magnifici colori e forme del mondo progenitore. Tutto questo in “poetica relazione”, nel momento in cui riusciamo a cogliere proprio la nostra “libertà dell’essere”.

 

Libertà dell’essere raffigura una produzione nuova rispetto alla precedente concentrata su opere figurative di stampo naturalistico. Da cosa è stata alimentata questa maturazione artistica?

Le conoscenze acquisite in ambito sociologico unitamente al mio incommensurabile amore per la natura mi hanno spinto, nel corso degli anni, verso una ricerca di elaborazione dell’essere, il risultato è stato: «natura è tutto ciò che ci circonda compresi noi stessi». Ho ritenuto il linguaggio pittorico massimamente completo nel rappresentare i sentimenti che legano l’umano essere ai diversi fenomeni naturali, da qui è nato il mio periodo artistico figurativo, dove il dialogo tra forma e colore è stato fondamentale per la creazione di “paesaggi dell’anima” in cui l’immagine visiva assurge a dialogo socio-filosofico tra me e il fruitore dell’opera. Come nell’informale anche nel figurativo non ho mai adoperato un disegno preparatorio poiché la forma “segrega” le nostre menti al disegno di conformate figure, soffocando la fantasia. Quindi ho iniziato a scavare nel mio sentire più profondo scoprendo che anche le figure informi al nostro “confermato essere” potevano animarsi, esprimendo le stesse sensazioni ed emozioni al pari di qualcosa di definito. Da qui la produzione di opere informali, ma il momento di maggior intensità di questa mia metamorfosi artistica lo possiamo cogliere proprio nell’opera Libertà dell’essere.

 

In molta sua passata ricerca lei si concentra sull’ambiente e sulla natura. A suo avviso per preservare il luogo di origine bisogna avere un approccio esclusivo o inclusivo (dove in tal caso il paesaggio sia scenario di cambiamento e scambio)?

Per preservare il luogo di origine la cura migliore dovrebbe iniziare dal micro, prendendo consapevolezza della ormai disperata situazione in cui versa la nostra genitrice terra e così tutto il genere umano. Alla radice di questa triste situazione c’è il mancato riguardo per la natura e per l’ambiente. Insieme in un rapporto inclusivo di ossequioso altruismo, di cura del bello e del bene comune potremmo attuare dei cambiamenti sostanziali a livello globale per il bene simbiotico della natura, di noi e dei nostri posteri.

 

In una contemporaneità pervasa da problemi ambientali che tipo di supporto può fornire l’artista e quindi l’arte?

L’arte da sempre è stata testimonianza visivo-emozionale di sofferenze epocali, l’artista è colui che ha sempre sentito e percepito, con particolare empatia, i tormenti che lo circondavano a tal punto che il suo patimento è stato rappresentato in molteplici scenari di devastanti battaglie, di epidemie, di miseria, di degrado. Una sofferenza interiore che a tutt’oggi è ancora viva nell’osservare alcune magnifiche opere paradigmatiche in tal senso, di grandi Maestri del passato. Noi, artisti contemporanei, dovremmo trasmettere ai fruitori, dai colori ormai spenti ed appiattiti, la speranza che possano riaccendersi le loro vite, esacerbate da egoismo, violenza, opportunismo e sopraffazione. Questo affinché l’umanità possa “risvegliarsi” e ritrovare i sentimenti più autentici e puri in modo che l’amore ed il rispetto per il prossimo possa espandersi al creato intero. Arte come fonte di terapia per la cura dell’ambiente.

 

Intervista a cura di Erminia Proietti

Pubblicato in Arte

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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