Crossboarding : an Italian Paper History of Graffiti Writing and Street Art

Crossboarding : an Italian Paper History of Graffiti Writing and Street Art
A Parigi, Library of Arts e Le Grand Jeu mettono in luce, dal 16 settembre al 2 ottobre, l’entusiasmo dell’Italia per il Graffiti Writing e per la Street Art, dagli anni ‘60 ai giorni nostri.

Una mostra e un libro unici nel suo genere. Un progetto frutto di un lavoro colossale di ricerca effettuato dal commissario dell’esposizione, Christian Omodeo, che con “Crossboarding: an Italian Paper History of Graffiti Writing and Street Art”, ci invita - dal 16 settembre al 2 ottobre, presso la Library of arts di Parigi - a un viaggio in un’Italia appassionata dall’arte urbana.

Riviste, cataloghi di mostre, libri fotografici, ricerche universitarie… diverse decine di testi messi in risalto nella mostra evidenziano l’effervescenza italiana attorno al Graffiti Writing, alle scritture urbane, alla Street Ar t e al "muralismo" di cui si trova traccia già sulle case dai muri colorati della Sardegna.

Il catalogo dell’esposizione, che può essere considerato come una vera bibbia, presenta una bibliografia completa dei più importanti libri pubblicati nel Bel Paese o da italiani su questi temi. In questa bibliografia, Christian Omodeo ha selezionato e analizzato 120 libri accompagnati da una descrizione tecnica e fotografie. Il volume testimonia come il Graffiti Writing e la Street Art compaiano, si diffondano, ottengano legittimità e suscitino ancora oggi un dibattito.

La mostra, come anche il catalogo, celebrano quindi il dinamismo di una scena locale troppo poco conosciuta in Francia. Perché l’Italia? Perché questo paese si rivela pioniere, e spesso all’avanguardia, su questi temi, ma in molti lo ignorano. La mostra e il catalogo raccontano i grandi momenti del Graffiti Writing e della Street Art in Italia, l’importanza dei quali si risente anche aldilà della frontiera italiana. Forse tutti non sanno che i primi due libri consacrati ai graffiti americani sono di due autori italiani e risalgono all’inizio degli anni ‘70 (uno su Los Angeles, l’altro su New York); che la curatrice e critica d’arte italiana Francesca Alinovi difendeva, all’inizio degli anni ‘80, l’idea di una prima mostra museale europea consacrata al Graffiti Writing. Un entusiasmo condiviso tanto dalle gallerie quanto dalle case editrici che pubblicarono molto presto dei libri di riferimento su alcuni dei più grandi rappresentanti americani di questa scena artistica (Phase II, Chaz Bojorquez, Barry McGee, Aaron Rose...).

La storia dei graffiti e della street art in Italia deve enormemente a Francesca Alinovi, non solo per la mostra “Arte di Frontiera: New York Graffiti”, realizzata a partire da un suo progetto dalla Galleria Comunale d’arte moderna di Bologna nel 1984, ma anche per i numerosi studi su questo fenomeno che ha pubblicato su riviste come Flash Art, al suo rientro in Italia dopo alcuni lunghi soggiorni a New York.  « Il vecchio linguaggio accademico dell’ arte cede il passo a un vasto vocabolario de segni culturali. Un mondo nuovo di possibilità di fare arte si apre all’ improvviso. Cresciuti in un simile ambiente i nuovi artisti sono ora legati alla metropoli. La loro arte non è il prodotto di un’estetica timida; il dialogo tra gli artisti non è filosofico ma energico, scintillante, musicale. Gli opposti nello stile si scontrano ma gli artisti provano eccitazione nei rispettivi lavori e nelle differenze», scriveva Francesca Alinovi  in “Arte di Frontiera”, sottolineando la capacità delle pratiche artistiche urbane di spingere al "crossboarding", al superamento delle frontiere.

Quest’arte, alla frontiera dell’arte, ne respinge infatti i limiti nella sua continua ricerca di legittimità. Ma con il Graffiti Writing e la Street Art, sono le stesse frontiere geografiche a essere compromesse. Internet è oggi il luogo privilegiato di dibattito tra artisti di tutto il mondo. La rete amplifica l’emulazione e gli scambi già all’opera tra diversi quartieri, città o nazioni. Un’idea di “crossboarding” alla quale LO/A e Le Grand Jeu desiderano oggi rendere omaggio, e non sapremmo quale modo potrebbe essere migliore!

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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