Dieci anni di acquisizioni | Dieci anni di passioni.

Coppia di visitatori davanti al quadro Fuga in Egitto di Nicolas Poussin Coppia di visitatori davanti al quadro Fuga in Egitto di Nicolas Poussin foto Lyon MBA ©Gilles Alonso
Il museo delle Belle Arti di Lione mette in luce una selezione di opere acquistate durante gli ultimi due lustri, ideando un percorso originale per esaltare la sua raccolta permanente nella mostra Dieci anni di acquisizioni. Dieci anni di passioni.

Pitture, sculture, antichità, oggetti d'arte, valute e medaglie, ma anche raccolte di disegni e di incisioni recentemente acquisite testimoniano la diversità e la ricchezza di uno dei principali musei francesi ed europei. Le sue collezioni - distribuite in 70 sale - propongono ai visitatori un percorso eccezionale, dall'Antichità all'Arte Moderna.

Fino al 21 settembre, l’esposizione dedicata a un decennio di attività di acquisizione, sottolinea come dal  2004, le varie sezioni del museo delle Belle Arti di Lione si siano considerevolmente arricchiti. Più di 580 opere sono entrate al museo, rafforzando così la presenza di alcuni artisti, colmando alcune lacune cronologiche e stilistiche, o anche per arricchire la rappresentazione di alcune correnti.

Il percorso abborda anche la diversità delle procedure d'acquisizione a disposizione di un grande museo: donazioni, eredità, acquisti.... Si tratta anche di rendere omaggio e ringraziare i donatori e collezionisti di opere, l'associazione degli amici del museo, le imprese del club del museo San Pietro, i privati del cerchio pulcino e gli abbonati, gli attori pubblici (Comune di Lione, Ministero della cultura – DRAC Rodano-Alpi, regione Rodano-Alpi, (FRAM)) che accompagnano il museo e lo sostengono nella sua politica d'acquisizione.

«L’esposizione è l’occasione di metterre in valore le opere e di ringraziare i donatori e mecenati. Senza la passione e l'impegno di artisti, di collezionisti o di donatori, infatti, quest'opere non avrebbero potuto integrare le nostre raccolte», afferma Sylvie Ramond, direttrice del museo delle Belle Arti di Lione. «Il percorso è così allo stesso tempo un omaggio alla generosità dei mecenati e un bilancio della politica di acquisizioni resa possibile grazie al sostegno della città di Lione, della regione Rodano-Alpi e dello Stato.»

Ancora per pochi giorni, fino al 24 agosto, sarà possibile visitare le esposizioni dedicate a Geneviève Asse e Georges Adilon. La prima è un percorso, di oggetti, nature morte, volumi e piani astratti dei primi anni (1943-1958), fino ai paesaggi (1963-1971) e alla trasfigurazione delle tele bianche (1971-1980). Come contrappunto, è in mostra anche una selezione di suoi disegni realizzati tra gli anni 1940 e la svolta del 1990. Quest'esposizione entra in risonanza con le opere presenti nella raccolta permanente del museo. Georges Adilon – diplomato alla scuola delle Belle Arti di Lione - è il protagonista della seconda esposizione. Più conosciuto per i suoi lavori d’architetto, è stato anche pittore, e le sue opere di notelvole interesse, circa una settantina, sono attualemnte esposte grazie a due donazioni al museo delle Belle Arti di Lione. Il percorso proposto illustra il passaggio dalle nature morte e dai paesaggi verso l'astrazione in cui forme galleggiano in uno spazio colorato fortemente strutturato da blocchi geometrici. Solo i titoli legano ancora le opere al genere della natura morta o del paesaggio.

Mentre c’è ancora un po’ di tempo per visitare un’altra mostra temporanea a un artista dai numerosi talenti Auguste Morisot: disegnatore, pittore, incisore, maestro-vetraio e decoratore. Nato nel 1857 a Seurre, in Borgogna, sviluppa la sua carriera artistica a Lione, per poi ritirarsi a Bruxelles, dove muore 94 anni. Pur esponendo le sue creazioni ai Saloni lionesi, Morisot dedica la sua vita all'insegnamento del disegno alla scuola delle Belle Arti della città, che aveva frequentato come allievo. Nel tempo il museo ha acquisito diverse opere di quest’artista, fino a decidere di consacrargli un’esposizione. 

Il museo delle Belle Arti di Lione propone ai visitatori una sorpresa particolare: dei percorsi tematici profumati. In collaborazione con la Maison de Composition Givaudan di Parigi, ispirandosi da alcuni fiori presenti nei quadri esposti, sono state create delle fragranze originali per trasportare con l’olfatto il pubblico oltre la tela, in un’altra dimensione, e permettere di fuire cosí della visita in maniera più completa stimolando altri sensi, oltre alla vista.  

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

Fotonews

Carlo Verdone sul Red Carpet di RomaFF

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI