"Dirty Face” di Diego Nocella, in esposizione alla Tevere Art Gallery

"Dirty Face” di Diego Nocella, in esposizione alla Tevere Art Gallery
La mostra personale di pittura di Diego Nocella, a cura di Virginia Zeqireya, sarà inaugurata Venerdì 24 aprile 2015 presso la TAG - Tevere Art Gallery di Roma.

Per l’apertura della mostra “Dirty Face” di Diego Nocella, gli ospiti seguiranno il variegato flusso musicale degli A-Trio: il basso di Dario Giacovelli, il piano di Gianluca Massetti e la batteria di Moreno Maugliani scandiranno il percorso alla scoperta del personalissimo mondo del pittore Nocella, attraverso le pieghe dei suoi acrilici, ogni angolo delle sue grandi tele e sotto ognuna delle sue “facce sporche”.

La biografia di Diego Nocella fa ben comprendere la professionalità e l’approfondito studio che si cela dietro la sua carriera. Ma all’interno della sua arte c’è molto di più di semplice studio e applicazione accademica, c’è l’autore stesso. I corpi, i ritratti e gli autoritratti di Diego sono prima di tutto una personalissima interpretazione del mondo e di se stesso. Ogni aspetto della sua vita si legge tra i suoi colori, parlare con l’artista è stato come scoprire quanto di lui fosse presente nella sua arte e quanto l’arte servisse a lui per riappropriarsi e pacificarsi con una realtà percepita come malata ed imperfetta.

Questo drammatico approccio al reale si materializza in corpi sfigurati, in forme sgraziate e colori “sporchi” come sottolinea lo stesso autore, senza mai scivolare nel puro concetto o nell’astrattismo. Il Professor Robertomaria Siena spiega bene la posizione di Diego Nocella: “Il pittore rifiuta il mentalismo di tanta parte delle Neoavanguardie perché una tale posizione non prende in considerazione l’esistenza nella sua dolente flagranza”; e questo suo rifiuto lo porta piuttosto vicino all’arte di Munch, Kokoschka, Sironi e Bacon e alle tematiche introspettive rivolte all’inconscio, tipiche del surrealismo.

Andare ad incontrare Diego nell’angolo di casa sua dedicato alla creazione, mi ha paradossalmente trasmesso vibrazioni positive, dico paradossalmente perché nonostante quella “dolente flagranza” dell’esistenza presa in considerazione dalla sua arte, lo spirito dell’autore mi è sembrato vibrare di ironia, forse una pessimistica ironia, ma che di certo si legge bene nei suoi dipinti, nei suoi colori ricchi e nelle composizioni bizzarre, non a caso molte delle sue opere hanno titoli accattivanti ed ironici che mi danno ragione.

Per l’occasione verranno presentate solo opere pittoriche inedite o di ultima creazione; una installazione di piccoli ritratti, i “minimé”, ironica, ossessiva ed inquietante allo stesso tempo; e una collezione di fotografie sul quale l’autore è intervenuto con pittura ed incisioni, in un doppio gioco di recupero e negazione del passato.

La TAG ci propone una mostra ricca; tanti spunti di pensiero, tanti colori, grandi tele e foto nelle quali poterci ritrovare accompagnati da musica con la quale poterci perdere. Tutto questo è “Dirty Face” di Diego Nocella a cura di Virginia Zeqireya.

Diego Nocella nasce a Napoli nel 1981. Inizia a studiare pittura come autodidatta nel 2005. Trasferitosi a Roma approfondisce la ricerca delle prime e delle seconde avanguardie, in particolare si dedica allo studio della pittura “selvaggia” e alle tematiche surrealiste dell’inconscio; ispirandosi ad artisti tra i quali Eduard Munch, Oskar Kokoschka, Mario Sironi, Jackson Pollock e Francis Bacon. Nel 2009 frequenta l’Accademia di Belle Arti dove studia pittura con il prof. Enzo Orti e Moreno Bondi, appassionandosi non solo a quest’ultima disciplina ma anche alle tecniche del disegno e l’incisione; infine si diploma con -lode- in pittura, con la tesi in storia dell’arte dal titolo “Gustave Moreau e il Simbolismo” con il prof. e critico d’arte Robertomaria Siena. Nel 2012 iscrittosi al biennio specialistico lavora come assistente alla cattedra di pittura del prof. Enzo Orti, grazie al quale approfondisce gli studi su “Raffaello e la Sezione Aurea”; nel 2014 si diploma con –lode- in pittura e la presentazione del progetto “The dead Memories”, seguito da uno studio sulle sperimentazioni fotografiche di Man Ray, Mario Schifano ed Andy Warhol. Attualmente vive e lavora a Roma dove fa della pittura la sua principale attività, non escludendo però altri mezzi e metodi di ricerca.

Sito della TAG - Tevere Art Gallery 

Pubblicato in Arte

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