Ennio Calabria. Nei tempi, il tempo

Nell’ambito dei festeggiamenti dell’ 89a Sagra dell’Uva, venerdì 4 ottobre alle ore 18 è stata inaugurata nel Museo Civico "U. Mastroianni" la mostra "Nei tempi, il tempo" (che il Comune di Marino (RM) dedica all'opera del Maestro Ennio Calabria, autore del manifesto di questa edizione della Sagra.

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Nell’ambito dei festeggiamenti dell’ 89a Sagra dell’Uva, venerdì 4 ottobre alle ore 18 è stata inaugurata nel Museo Civico "U. Mastroianni" (Piazza Matteotti, 13) la mostra "Nei tempi, il tempo" (aperta fino al 27 ottobre il lunedì dalle 9 alle 13 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18) che il Comune di Marino (RM) dedica all'opera del Maestro Ennio Calabria, autore del manifesto di questa edizione della Sagra.

Ennio Calabria, considerato uno dei più significativi artisti nell’ambito della figurazione europea, non ha mai smesso di credere nella pittura, quale strumento necessario per sondare la realtà, e all’artista come insostituibile testimone del tempo. L’esposizione, a cura di Rita Pedonesi (Archivio Calabria) propone una  selezione di dieci opere rappresentative della sua più recente ricerca (datate dal 2008 al 2013) e già esposte, in questi anni, in prestigiose sedi istituzionali. Tra queste, spiccano le grandi tele “Ombre del futuro” (2008), “Il pensiero nel corpo” (2010), “Patologie della luce” (2012) e le recenti, intensamente drammatiche, “Garrula morte” e “Questa lunga notte”. In esposizione anche alcuni ritratti dell’ormai celebre ciclo “Un volto e il tempo”: quello dedicato a J.Luis Borges, a Proust e l’ultimo realizzato per la Rassegna culturale “In viaggio con Calvino”, Italo Calvino “voglia di eterno”,presentato a Roma presso Palazzo Torlonia, Hotel d’Inghilterra e alla Casa dell’Architettura dove è in corso la Rassegna.

“In queste opere, scrive Rita Pedonesi, si riflettono le mutazioni attuali che investono l’uomo e la società. L’artista affida l’identificazione del loro senso, all’azione di una sensibilità, ormai, spaesata da riferimenti condivisi. È come sdraiarsi sullo schermo bianco della tela attendendo, nel farsi della pittura, le ombre della direzione”.

L’articolata impaginazione, l’arditezza del rapporto spazio-forma e la singolarità del tessuto compositivo si concretizza in questi dipinti in forme che si accordano con il suo temperamento per esprimere la sua visione dell’attuale condizione umana, di una società sempre più sommersa e condizionata dalle immagini traducendo il dato visibile della realtà in una visione del mondo fisicamente invisibile ma emozionalmente dominante.

Il pieghevole, relativo alla mostra, raccoglie anche un’interessante un’antologia di frammenti critici dell’ultimo quinquennio che riconsiderano “il processo creativo dell’artista entro l’attuale tasso di relativismo indotto dalla crescita abnorme della velocità con cui, oggi, la mente scambia” (nella foto: “Patologie della luce”, 2008, acrilico su tela cm. 140x280).


Alberto Esposito

Pubblicato in Arte

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