Era Trieste : una città con una grande storia da raccontare

Era Trieste : una città con una grande storia da raccontare
Dal 18 al 31 ottobre presso la Galleria d’Arte Rettori Tribbio di Trieste, si tiene la mostra "Era Trieste: la città che non c’era" di Paolo Pascutto.  

 

Era Trieste è un piccolo viaggio nel passato di una città, un luogo esotico e affascinante che ho potuto esplorare solo attraverso reperti fotografici e ricordi di chi è stato là.  Un progetto per rendere omaggio alla città di Italo Svevo e di molti altri scrittori e artisti, mostrandone il suo recente passato – precisamente gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso – unendo l’amore per i paesaggi urbani all’interesse per il design vintage, la storia contemporanea e la fantascienza.

Dirigibili incombenti, luccicanti aerei, enormi piroscafi, auto dalle linee retrò e misteriosi personaggi da noir hollywoodiano si muovono in una città in preda ad un mirabolante capitalismo yugo-americano. Insegne al neon, pubblicità invadenti riempiono le strade di una Trieste iper-colorata, pop, deliziosamente incongruente, come il Maresciallo Tito che fa da testimonial alla Coca Cola o la gigantesca scritta propagandistica in perfetto stile Hollywood sul Carso. L’ucronia (filone della fantascienza che si diverte a riscrivere la storia in modo alternativo e sorprendente) ha contagiato tutte le vivaci vedute della città, restituendo allo spettatore fuggevoli immagini da un passato improbabile.

Era Trieste scava nella storia della città, nutrendosi di centinaia di testimonianze fotografiche per poi riproporle distorte quanto basta a ricreare un mondo di fantasia, alternativo e un po’ provocatorio. Perché questa storia distorta a ben vedere non è molto diversa dalle innumerevoli storie che le diverse anime della città si tramandano da anni, storie piene di miti, mistificazioni e rimozioni.

Il progetto ha una sua estensione di tipo teatrale che ho chiamato Troppo Triestini, in cui la città viene narrata da diversi punti di vista. Vari personaggi si alternano a raccontare la loro Trieste con una serie di brevi monologhi che ripercorrono la storia recente della città (dalla fine dell’Impero austro-ungarico agli anni Cinquanta) e ne restituiscono una particolare visione, molto soggettiva e spesso deformata. Un modo leggero e ironico di parlare di storia e delle diverse anime di Trieste, che vorrei nel prossimo futuro portare su un palcoscenico. Per adesso si potrà vederne un assaggio durante il vernissage della mostra, sabato 18 ottobre, a partire dalle ore 18.

 

L’esposizione è un invito a trovare una narrazione condivisa, pacificatrice, limpida del recente passato cittadino, che faccia piazza pulita dall’uso propagandistico e deformato della storia.

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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