Ferragosto 1986: l’Arte atterrava a Piazza del Popolo

Ferragosto 1986: l’Arte atterrava a Piazza del Popolo
Trentasei anni fa l’artista Carlo Riccardi incravattava l’Obelisco di Seti in Piazza del Popolo, il primo dei tredici obelischi arrivati di Roma dall’Egitto.

Nella calda mattina del 16 agosto 1986 Carlo Riccardi avvolgeva incravattando l’Obelisco di Piazza del Popolo. L’inatteso Happening destò stupore fra romani e turisti, increduli e incuriositi dall’accorrere di molti vigili urbani che circondarono l’obelisco e l’artista Carlo Riccardi mentre svolgeva la sua performance artistica.

Incravattando l’Obelisco di Piazza del Popolo con una MaxiTela dipinta, l’artista intendeva sensibilizzare l’opinione pubblica e i media sullo stato dei monumenti italiani e spingere le istituzioni a valorizzazione e tutelare l’immenso patrimonio artistico del Bel Paese.

Nessun artista aveva mai realizzato un’esposizione del genere. C. Riccardi, precursore della Street Art, con le sue enormi opere creò il movimento “Art on the way” portando in giro le sue MaxiTele dalle piazze delle città alle periferie e nei piccoli e grandi paesi.

Le MaxiTele mobili di Riccardi avevano un forte impatto visivo sul pubblico e il pregio di non occupare stabilmente le superfici esterne degli edifici, dei veri blitz artistici che inaspettatamente apparivano e sparivano lasciando immutato il contesto dei luoghi interessati dall’ evento.

 

Carlo Riccardi è nato ad Olevano Romano il 3 ottobre del 1926. Oltre a dipingere dal 1950, è uno fra i primi fotografi italiani ad aver creato un archivio di oltre tre milioni di immagini che raccontano la storia del nostro Paese.

Negli anni Settanta Riccardi comincia a portare in giro in Italia ed all’estero le sue MaxiTele. Fra le numerose opere realizzate, la MaxiTela a Piazza delle Signoria a Firenze, la MaxiTela realizzata per Giovanni Paolo II e srotolata nella Sala Nervi in Vaticano, quella al Chiostro di S. Domenico a Siena, quella al Teatro Impero di Terracina (LT), l’esposizione alla Galleria Raphael in Romerplatx Rathaus a Francoforte. Altre performances a Barcellona e Basilea.

Nell’estate del 1987 svolge esposizioni con varie MaxiTele a Roma presso San Pietro, Castel Sant’Angelo, Piazza Navona, presso la Basilica di San Pietro, sotto l’Obelisco del Foro Italico, e sulla spiaggia di Ostia.

Molto particolare fu l’esposizione subacquea nel mare di Ponza, al meeting di Rimini, e durante l’expo di Milano. Riccardi è stato inoltre protagonista di un’iniziativa straordinaria realizzata con il patrocinio della Regione Lazio: percorse cinquemila chilometri per “incravattare” e “fasciare” con maxi tele lunghe sino a trecento metri, scorci di paesi, paesaggi e monumenti italiani.

Nel 2016 per festeggiare il trentesimo anniversario dalla prima esposizione, insieme a cinquanta artisti ed amici tornò ad esporre in Piazza del Popolo una MaxiTela dal titolo Diamoci una mano per attirare l’attenzione sull’importanza della cultura e dell’Arte come mezzo di unione fra i popoli. 

Fra le sue mostre più rappresentative la celebre Art Obama, curata e organizzata dall’Istituto Quinta Dimensione: sessanta dipinti dedicati al presidente americano Barack Obama. Le opere, di particolare originalità, sono state realizzate sulla base delle prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali e internazionali – dal «Corriere della Sera» al «New York Times» – che in occasione delle elezioni presidenziali diedero il benvenuto all’uomo del «Yes, We Can». 

Negli anni Settanta diede vita al movimento Quinta Dimensione che portò alla realizzazione dell’omonimo Manifesto pittorico, firmato da oltre sessanta artisti italiani e stranieri, fra i quali Pericle Fazzini, Sante Monachesi, Emilio Greco, Umberto Mastroianni, Luigi Montanarini, Franco Gentilini, Sandro Trotti, Gianni Testa, Alessandro Piccinini, Pierre Carnac, Suriano, Aldo Riso, 7 David, Michele De Meo, Niki Berlinguer, Remo Brindisi e molti altri.

Nel Manifesto Carlo Riccardi aveva dipinto il simbolo della Quinta Dimensione (un cerchio con due parallele) con la pittura fluorescente. Oggi dopo circa cinquant’anni dalla sua creazione il simbolo della Quinta Dimensione è ancora visibile al buio.

Il Manifesto aveva come messaggio «Riportare l’Uomo al centro», ovverosia riportare nel mondo artistico e del lavoro l’attenzione all’essere umano, un manifesto cosmopolita per la contaminazione positiva, nel rispetto dei valori e dei costumi dei popoli del mondo, fondendoli per dare vita a nuove visioni artistiche e sociali.

Nel manifesto vengono elencate le tre componenti principali: l’Antropocentrista per riportare l’umanità al centro del suo ambiente; la Cibernetica per rendere l’utile operato delle macchine più in sintonia con l’essere umano; la Astrale per una visione dell’essere umano oltre la fisicità.

Negli anni Settanta Pierre Carnac (1921-2008), scrittore, antropologo e storiografo di Salvador Dalí, dichiarò in proposito: «Nel 4000 un solo quadro ricorderà il nostro tempo: il cerchio luminoso di Carlo Riccardi».

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