Fomento: le vibrazioni dell’arte urbana di JBRock e Hogre

Sabato 9 novembre la Galo Art Gallery di Torino inaugurerà Fomento, una mostra di JBRock e Hogre, a cura di Christian Omodeo in collaborazione con Le Grand Jeu.

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Sabato 9 novembre la Galo Art Gallery di Torino inaugurerà Fomento, una mostra di JBRock e Hogre, a cura di Christian Omodeo in collaborazione con Le Grand Jeu.

Un progetto artistico che ha coinvolto i due artisti romani JBRock e Hogre per dar forma e visibilità a un’interpretazione psicologica alternativa e positiva del writing e della street art, partendo dal concetto racchiuso nella parola “fomento”. Il termine in italiano significa una pulsione incontrollabile che incita a compiere un atto pericoloso e contrario al sentire comune, ma che ha anche un’accezione tipicamente romana, che mette in risalto l’energia psichica e fisica sprigionata dalla pulsione, senza valutare le conseguenze dell’azione compiuta. È su quest’ultima definizione di fomento, comparsa nell’hip hop romano negli anni ’80  e tramandata nella cultura urbana fino agli street artists della Capitale degli anni 2000, che si articola il progetto.

JBRock (nella foto Quiet storm) è un writer la cui arte è un misto potente di ispirazione, passione e militanza, costruita a partire dagli studi artistici puri e nutrita di figurativismo post-pop, con radici in tutta la cultura e la tradizione pittorica del XXI° secolo. Hogre porta la sua acuta e disincantata formula artistica in ogni suo lavoro e s’interessa a un pensiero laterale che vede il disordine come sistema alternativo all’ordine.

I due artisti hanno lavorato per un anno e mezzo, moltiplicando i punti di approdo al loro tema di riflessione. Fomento è un processo, un’analisi del rapporto che JBRock e Hogre intrattengono da anni - il primo dal 1993, il secondo dal 2006 - con i loro strumenti di lavoro la bomboletta aerosol e il cutter, indispensabile nella tecnica della stencil art. La mostra vuole inoltre chiarire al pubblico che i graffiti e la street art non aspirano sempre a essere identificati come un fatto artistico, ma sono immancabilmente un’attitudine psicologica positiva nei confronti della vita e della strada.

Troppi luoghi comuni e poca attenzione da parte delle istituzioni hanno permesso che la società identifichi le pulsioni dei writers e degli street artists come qualcosa di dannoso e come il frutto di una devianza psicologica. L’interesse recente di critici e galleristi ha evidenziato i valori “positivi” di questo genere, e le opere di molti artisti urbani hanno trovato casa nelle gallerie. Ma questo non è un punto d’arrivo, ma solo un momento per far conoscere e meglio comprendere, senza pregiudizi, la street art nelle sue differenti declinazioni. Ecco perché il progetto non vede coinvolto solo lo spazio espositivo della Galo Art Gallery (galleria torinese che prende il nome dallo street artist che l’ha aperta) dove saranno esposte - fino al 24 dicembre - una trentina di  opere inedite su tela e su carta, ma prevede un’installazione in una delle celle del carcere sede della fiera The Others. Il progetto proseguirà inoltre con tre interventi di arte pubblica destinati a lasciare un segno permanente su alcuni muri messi a disposizione dal Bunker e dagli organizzatori di Picturin.

Per concludere al meglio la giornata di sabato, la storica posse romana Colle der Fomento sarà in concerto al Bunker per l’afterparty della mostra, rafforzando cosí il legame tra queste due forme d’arte nate nella strada.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte

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