Fragile: a Roma nuova opera di urban art. Conca d'Oro tra schegge e ferite

Fragile: a Roma nuova opera di urban art. Conca d'Oro tra schegge e ferite
A Piazza Conca d’Oro, in prossimità della stazione metropolitana, è possibile ammirare una recente installazione di urban art dal titolo “Fragile”.

Sei studentesse dei licei del III municipio, coordinate dall’artista Mimmo Rubino, in arte “RubKandy, sono le autrici di questa suggestiva opera, partendo da un manufatto presente nel piazzale. Si tratta di un locale di accesso agli ambienti sotterranei, un “cubo” architettonico, oggi murato, rivestito di pannelli in materiale cementizio che nel tempo è stato vandalizzato, fino a provocare il distacco di tanti frammenti che giacciono abbandonati a terra. Le ragazze hanno dipinto su di esso - e sui frammenti stessi - la parola “fragile”, con l’icona di un bicchiere scheggiato, come quelle che si vedono sulle scatole che contengono materiali delicati.

Abbandonata da cittadini ma anche dalle istituzioni, soggetta ad allagamenti, deturpata da scritte (molte a sfondo razzista), la fermata della metropolitana a Conca d'Oro, aperta nel 2012 eppure già relitto metropolitano, presenta un aspetto sfigurato. Presenta, inoltre, numerose criticità sociali che investono il piazzale, che conta diversi giacigli di senzatetto.

L’opera rappresenta la fragilità della nostra società. Fragili sono i giovani che si muovono sprovvisti di punti di riferimento. Fragili sono gli invisibili che vivono per strada. Fragile è l'animo umano in questo periodo di frustrazione e paura nell’anno in cui tutto è cambiato. Ma Fragile vuole essere soprattutto un monito per i residenti che pensano che il degrado possa scomparire allontanando le persone fragili che sono costrette a vivere qui.

«Abbiamo studiato il font, il colore, la spaziatura, e scelto una parola leggibile in italiano e in inglese. Quella scritta mostra muri distrutti dal vandalismo ma anche costruiti male, di cartapesta. La fragilità della nostra società», ha spiegato l'artista Mimmo Rubino.

Fragile nasce all’interno di un workshop a cura della cooperativa Parsec, che da anni si occupa della prevenzione e della lotta alle dipendenze nel territorio, attraverso il coinvolgimento dei giovani.

«Abbiamo riflettuto sul problema dell’alcolismo, che interessa non solo alcune delle persone accampate in questa piazza, ma anche tanti ragazzi che la frequentano di notte», hanno raccontato le studentesse in una recente intervista, «ma abbiamo voluto farlo con un messaggio non repressivo, ma delicato, che parlasse alla popolazione e facesse riflettere sulla fragilità che ci circonda».

Un lavoro che colpisce per la profonda attualità. Il risultato, potete credermi, è di una poesia disarmante.

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