FUN da MENTAL | Le città fantastiche di Etnik

Urban forest, 2015 Urban forest, 2015 foto cortesia di Geoffroy Jossaume / GCA Gallery
La galleria GCA di Nizza, diretta dall’esperto in arte contemporanea, Geoffroy Jossaume, presenta dal 2 ottobre al 5 dicembre, l’artista Etnik con il suo solo show intitolato “FUN da MENTAL”.

Etnik - che non avrebbe bisogno di presentazioni, essendo uno degli artisti più attivi e completi del writing a livello internazionale - è lo pseudonimo di Alessandro Battisti, nato in Svezia nel 1972, oggi vive e lavora tra Firenze e Torino. Laureato all’Accademia delle Belle Arti a Firenze nel 1998, si interessa dai primi anni 90 alla cultura underground fiorentina, muovendo i primi passi nel writing. Successivamente, entra in contatto a Milano con i principali rappresentanti dei graffiti. Un po’ alla volta, da autodidatta, Etnik crea il suo stile –  inconfondibile tra volumi geometrici e prospettive - con la tecnica della progettazione e dell’illustrazione.

«Il lavoro di Etnik è in ciò esemplare, poiché il suo studio del lettering porta con sé una lettura dello spazio urbano che supera il semplice quadro del reale», scrive Christian Omodeo, storico dell’arte e direttore dell’agenzia Le Grand Jeu, nel catalogo dell’esposizione “FUN da MENTAL”. «I suoi lavori più recenti – come quelli realizzati per l’esposizione –, confermano quest’impressione, ma gli inizi di questa ricerca risalgono al 2003, quando Etnik si interessò alla rappresentazione dei volumi delle città e abbandonò la restituzione fedele dei panorama urbani, che lo street artist tedesco Evol iniziava allora a declinare impiegando gli stensil.»

“Città prospettiche” è un progetto che Etnik cominciò proprio nel 2003. Un lavoro d’illustrazione architetturale con prospettive, ricco per gamma di colori. Le città colorate che costruisce, bi o tridimensionali, sembrano galleggiare e uscire dalle tavole, dalle pareti o dal materiale di recupero dove sono dipinte. Come writer, inoltre, aggiunge al suo stile unico e riconoscibile, le lettere per esprimere con più forza il suo punto di vista, e rappresentare la stabilità precaria degli esseri umani.

«Fantasia, colore e astrazione non sono un partito preso recente, ma il frutto di una ricerca pittorica lungamente maturata, che libera lo sguardo urbano da un’approccio troppo rigido alla città difeso dagli urbanisti del XX° secolo», afferma Omodeo. «Ammiriamo i colori artificiali e i toni di luce irreali delle tavole di Etnik. Approfittiamo delle sue prospettive volontariamente distorte, che ci ricordano la bellezza dell’imperfezione. Ascoltiamo il silenzio che satura le sue opere e interroga l’assenza di presenza umana. Tutti questi elementi aprono la via a un parallelo, che supera il semplice quadro pittorico, come i famosi paesaggi metafisici dipinti da Giorgio De Chirico dal 1910. Il rifiuto comune a Etnik e a De Chirico di una rappresentazione fedele dei paesaggi urbani nasconde, infatti, la ricerca condivisa di una dimensione del reale che lascia posto al sognato, all’enigma, all’imprevisto, per non dire all’umano.»

Il gioco di parole contenuto nel titolo dell’esposizione “FUN da MENTAL” è un invito, non solo a visitarla, ma a tornare al “fondamentale”, in un universo in cui i volumi geometrici (talvolta costrituiti da lettere, l’elemento essenziale del writing ) si trasformano in elementi di una città in trasformazione, in movimento, colpita da esplosioni di colori, dando vita a  panorami visionari.

 

GCA Gallery

 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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