Galleria Cinica: Legami Deboli

Prosegue la programmazione di Galleria Cinica, progetto ideato da Maurizio Coccia e Mara Predicatori per Palazzo Lucarini Contemporary (Trevi, PG) – ex Flash Art Museum, con la doppia personale di Amedeo Abello e Cinzia Delnevo dal titolo Legami Deboli, a cura di Celeste Ricci.

Legami Deboli

Prosegue la programmazione di Galleria Cinica, progetto ideato da Maurizio Coccia e Mara Predicatori per Palazzo Lucarini Contemporary (Trevi, PG) – ex Flash Art Museum, con la doppia personale di Amedeo Abello e Cinzia Delnevo dal titolo Legami Deboli, a cura di Celeste Ricci.

Parallelamente alla sua attività da grafico, Amedeo Abello lavora con la fotografia e pone al centro della sua ricerca la concretezza dell’azione artistica vista come sintesi di un’attività pragmatica. Nell’ultimo anno Abello si è concentrato, attraverso la manipolazione dello strumento fotografico, sul rapporto tra realtà concreta e virtuale, cercando di evidenziare le affinità e la quasi totale unione di questi mondi a prima vista lontani e tradizionalmente ritenuti contrapposti. Il reale/virtuale, analogico/digitale - apparentemente coppie di opposti - si compenetrano e creano una realtà nuova, amplificata.Cinzia Delnevo si distingue per una pratica artistica versatile e in continuo mutamento, che esige il diretto coinvolgimento dello spettatore.

L’artista combina diversi modi di azione, tra cui performance, video, fotografia, suono e disegno. I lavori in mostra, pensati appositamente per Galleria Cinica, sono il frutto di un interesse verso la salute del corpo e dell’anima, sviluppato nel corso degli ultimi anni. I lavori dell’artista riflettono la volontà di intrecciare e porre vita artistica (fare pubblico) e vita privata (fare quotidiano) sullo stesso piano.L’attività di questi due giovani artisti si basa su ricerche e linguaggi differenti e giunge di conseguenza a risultati che hanno pochi elementi in comune. Presentare la distanza piuttosto che la vicinanza, la singolarità INVECE che l’insieme è quello che la mostra si propone. Ispirata a un famoso saggio scritto dal sociologo Mark Granovetter nel 1973, La forza dei legami deboli, la mostra pone l’accento sulla distanza delle relazioni sociali - artistiche, e su quei “ponti” che legano mondi sociali lontani, i quali ci sarebbero altrimenti del tutto sconosciuti.

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