“Garbatella aprico quartiere”

13 dicembre 1931 in un cinegiornale d’attualità le immagini della visita del “Mahatma” Gandhi alla Garbatella. 14 gennaio 2014 si inagura la mostra “Garbatella aprico quartiere” presso il Teatro Ambra alla Garbatella.

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13 dicembre 1931 in un cinegiornale d’attualità le immagini della visita del “Mahatma” Gandhi alla Garbatella. 14 gennaio 2014 si inagura la mostra “Garbatella aprico quartiere” presso il Teatro Ambra alla Garbatella.

L’esposizione dà il via alla collaborazione tra Officine Fotografiche Roma e lo spazio culturale con l’obiettivo di portare la fotografia a teatro. Nello spazio AmbrArte saranno esposte gli scatti di Massimo Bottarelli, Stefania De Luca, Claudio Imperi, Daniele Loi, Vittorio Nera (foto), Liliana Ranalletta e Simone Tramonte.

Ritratti di un quartiere “aperto e soleggiato” che deve il proprio nome alla vicenda della “Garbata Ostella”, la storica proprietaria di una locanda che sovrastava la basilica di San Paolo, talmente benvoluta da meritare che tutto il quartiere continuasse a dedicarle il suo nome. Garbatella, oggi, è il senso antico di quel che si dice “quartiere”. Conciliante tra la cura estetica dei cortili e il gusto popolare e sociale della condivisione, non ha ancora fallito nei suoi intenti. L’anima che da qui trasuda è quella della filosofia del “lotto”, questa volta da intendersi come agglomerato di storie assortite e assemblate a semicerchio in un luogo comunitario, popolare. Alzando gli occhi al cielo, lo sguardo potrà cadere sulle nuvole o la biancheria sul balcone, perché sui terrazzi che accolgono file di panni schioccanti al sole si disegnano nuovi alfabeti.

Un luogo dove la vita scorre lungo del senso della vita. Forse per questo motivo Nanni Moretti nel suo film “Caro Diario” dichiarava: “Il quartiere che mi piace più di tutti è la Garbatella e me ne vado in giro per i lotti popolari”.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte

Fotonews

Premio Guido Carli 2021

 


 

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