Gea Miniartextil | Tessere l’arte con la Madre Terra

Lina Ringeliene / Abloom Lina Ringeliene / Abloom
È diventato un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti dell’arte tessile. Miniartextil a Montrouge, vicino Parigi, è l’esposizione che quest’anno celebra la Madre Terra, fino al 22 marzo, richiamando l’attenzione di molti  collezionisti e appassionati di design e moda.

La mostra Gea Miniartextil, organizzata dall’Associazione culturale Arte&Arte e curata da Luciano Caramel, dopo essere stata presentata a Como nella primavera dell’anno scorso, ritorna per l’undicesimo anno consecutivo nella cittadina francese dove si possono ammirare i 54 minitessili selezionati per la 24° edizione dedicata al tema della Terra e alcune grandi installazioni internazionali che hanno interessato il pubblico a Como.

Gea, forza divina della mitologia greca, materialmente generatrice del creato, terra madre protrettice degli esseri umani, è stato scelta come tema per selezionare le creazioni d’arte tessile di 20 cm3 esposte a Montrouge. Presentate su base ad altezza d’uomo, sono inquadrate da 10 impianti tessili di grande formato realizzati da artisti di fama internazionale.

Al centro dell’immensa sala espositiva, una foresta che sembra uscita da una favola. È l'opera dell'artista giapponese: Manabu Hangai. Basta avvicinarsi un po’ per scoprire che i tronchi non toccano il pavimento, dando all’opera un senso ancora più magico. Tronchi realizzati da strati di alghe che girano delicatamente e si riflettono sul suolo: un vero bosco incantato.

Continuando la visita si colpiti da un grande tessuto bianco, finissimo, opera di Junko Imada, un giapponese che vive a Milano, che rappresenta la placenta inizialerealizzato con filo di cotone e pezzi di ceramica incastonati all’interno.

Da segnalare anche il lavoro di Mohamed Abluelnaga, Cairo 11. Una serie di tappeti da preghiera musulmani sui quali l’artista ha cucito alcune fotografie di personaggi. La seconda parte dell'opera è un video dove le immagini di un film del 1966 e altre della rivoluzione egiziana del 2011, sono proiettate in sovrimpressione.

Dalle maxi opere alle mini, da cui il titolo della manifestazione che da anni unisce l’Italia e la Francia. Il tema della Terra viene declinato in diversi modo, dal piccolo bozzolo pieno di sensualità di Dario Imbo, da cui sembra nascere una nuova forma di vita, alla delicata scultura di Lina Ringeliene, che mescola viscere di animali e onice.

Gea Miniartextil è un’esposizione unica nel suo genere che oltre a coinvolgere lo spazio espositivo Le Beffroi di Montrouge, sede principale della manifestazione, implica più sedi rispetto alle precedenti edizioni. Infatti si possono ammirare installazioni e opere di piccolo formato degli artisti in 10 gallerie parigine e in altre prestigiose sedi: Musée de la Chasse et de la Nature, la Cité Internationale Universitaire de Paris, la Fondation Suisse, la Fondation de l’Allemagne e la Maison de la Tunisie. Si riconferma la partecipazione de la Maison de la Culture du Japon a Parigi, dove sono esposte le installazioni degli artisti giapponesi Toshie Takahashi e Manabu Hangai. Inoltre, l’importanza dell’utilizzo della carta nell’arte giapponese e all’interno di Miniartextil da luogo a un’indagine più approfondita: si tengono infatti, alla Maison, dei laboratori sul tema della lavorazione della carta. La rappresentanza nipponica ha da sempre rappresentato una forte componente nella manifestazione organizzata da Arte&Arte, sia per la partecipazione al concorso delle opere minitessili, sia nella realizzazione di installazioni. 

Fili che si intrecciano alla natura per tessere nuove e molteplici forme d’arte, quasi delle preghiere e dei moniti per ringraziare la nostra Madre Terra e ricordare quanto sia indispensabile preservarla. 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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