Giardini straordinari, giardini da collezione

Giardino "Porta fortuna" Giardino "Porta fortuna" © E.Sander
A meno di 2 ore da Parigi e aperto tutto l’anno, si trova il Dominio di Chaumont-sur-Loire, un luogo incantato, una meraviglia della natura e dell’architettura classificato patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Come ogni anno, rinnova il suo appuntamento con il Festival Internazionale dei Giardini, un vero laboratorio della creazione paesaggistica contemporanea mondiale, che  si concluderà il 1° novembre.

La manifestazione costituisce una fonte d’ispirazione e un vivaio di talenti, rivitalizzando l’arte dei giardini grazie a un forte coinvolgimento del pubblico e degli addetti ai lavori con la presentazione di nuove composizioni botaniche, di nuovi materiali, di idee e approcci innovanti.

La diversità, la creatività e la qualità dei progetti hanno contribuito a consolidare nel tempo la reputazione mondiale del festival che è diventato un appuntamento imperdibile per la presentazione dei lavori di una nuova generazione di paesaggisti.  Per questa 24a edizione, tra i quasi 300 progetti presentati, la giuria - presieduta dal grande botanico Patrick Blanc - ne ha scelto 24 tra  le proposte concepite da gruppi internazionali e pluridisciplinari; a cui si aggiungono “le carte verdi” date agli ospiti del Dominio, portando a più di trenta il numero di nuovi giardini da ammirare.

Venuti da tutto il mondo, dall’Italia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, America latina, Sudafrica, Nuova Zelanda e, naturalemnte, dalla Francia, gli artisti di questi giardini si sono confrontati con il tema “Giardini straodinari, giardini da collezione”.

Collezionare vuol dire raccogliere ciò che altri non hanno, è amare il prezioso, le cose uniche e originali. È anche ricercare il diverso, accumulare incessantemente dei tesori, realizzare delle scoperte e lasciarsi affascianre dal meraviglioso. I collezionisti sono persone particolari che hanno il gusto del raro e mostrano entusiasti il frutto delle loro ricerche. Il mondo della piante non sfugge a questo sentimento, e nei secoli il l’arte lo ha testimoniato.

Come il successo di questa manifiestazione è testimoniata dal grande numero di visitatori: ben 415.000 l’anno scorso. “Quest’edizione sotto il segno della collezione permetterà al grande pubblico di scoprire vere curiosità botaniche” dichiara la direttrice del Dominio, Chantal Colleu-Dumond. Un’ esplosione di colori e profumi, a cui non si può restare insensibili: Artisti-paesaggisti mettono in valore e in scena collezioni di alberi, piante, ortaggi, fiori e armonie cromatiche.

Per il 2015, Chaumont aumenta la sua raccolta di giardini permanenti con un nuovo giardino giapponese e uno coreano. Il “Prato di Goualoup” accoglie ogni anno dei nuovi giardini legati alle grandi civilizzazioni di quest’arte, con interpretazioni contemporanee delle tradizioni secolari.

In luglio e agosto, il Dominio programma anche delle visite notturne con “Giardini di luce”: grazie a dei diodi elettoluminescenti nuovi colori e riflessi animano il paesaggio, rivelando forme e spettacoli misteriose.

Chaumont da anni è sinonimo anche d’arte contemporanea. Dal 1992, il Dominio si rinnova e stupisce in una cornice da favola, accanto alle opere botaniche, qui trovano posto i lavori di artisti plastici e fotografi contemporanei internazionali tra i più rinovati. Quest’anno espongono Tunga, El Anatsui, Gerda Steiner et Jörg Lenzlinger, Antti Laitinen, Christian Lapie, Cornelia Konrads, Edward Burtynsky, Naoya Hatakeyama, Alex MacLean, Xavier Zimmermann, Jean-Christophe Ballot, Melik Ohanian e Gérard Rancinan. 

Un’altra buona ragione per mettere in agenda una visita a Chaumont-sur-Loire.

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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