GNAM: inaugurato il Giardino delle Fontane

In occasione della risistemazione degli spazi verdi della Galleria nazionale d’arte moderna sono stati presentati al pubblico tre progetti inediti di altrettante artiste romane che sono state coinvolte nella regia del Giardino delle fontane che viene riaperto con la collocazione di due sculture di Lucilla Catania e di un’installazione di Cloti Ricciradi. 

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In occasione della risistemazione degli spazi verdi della Galleria nazionale d’arte moderna sono stati presentati al pubblico tre progetti inediti di altrettante artiste romane che sono state coinvolte nella regia del Giardino delle fontane che viene riaperto con la collocazione di due sculture di Lucilla Catania e di un’installazione di Cloti Ricciradi. I lavori, dal segno indubbiamente diverso ma consonante, trovano posto nell’area esterna che si affaccia su via Aldrovandi. Due di questi sono stati già portati a termine: Ipotesi grafica (2013), l’’installazione di Cloti Ricciardi e Libri in giallo (2012) e Libro in giallo (2008) , le sculture in travertino giallo di Persia di Lucilla Catania. Il terzo progetto verrà inaugurato successivamente, nella prossima primavera, e interesserà la zona inferiore dove è situato il bacino d’acqua più grande, al cui interno galleggeranno le stupende ninfee rose che rimandano a quelle del dipinto di Monet esposto all’interno della Galleria. Quest’ultimo progetto, firmato da Maria Dompé, si caratterizza come luogo di meditazione e contemplazione di ispirazione orientale. Ipotesi grafica è un’installazione permanente che Cloti Ricciardi ha realizzato su committenza della Galleria nazionale d’arte moderna. Quest’ultima è collocata nella vasca superiore del Giardino delle fontane, progettato da Paolo Pejrone nel 2003. Ipotesi grafica si inserisce in una ricerca che Cloti Ricciardi ha iniziato negli anni ’70 dello scorso secolo con l’installazione, dall’omonimo titolo, alla Galleria Toselli di Milano (1971). L’esperienza è proseguita con Fermata d’autobus del 1995 e da ultimo con Trasparenze al Museo Macro di Roma nel 2010/11 Protagonista di tutti e tre i progetti l’acqua, che dall’alto scende creando un velo che separa porzioni di spazio ma al contempo le mette in comunicazione, sorta di zona cuscinetto neutra, impalpabile e riflettente.

Libro in giallo e Libri in giallo sono le due sculture di Lucilla Catania, sistemate anch’esse nella parte superiore del giardino. Le sculture suggeriscono un senso di immaterialità e di assenza di gravità. Le striature del marmo somigliano ad una scrittura che si srotola verticalmente con moto ascensionale. Presumibilmente è questo il senso che Lucilla Catania ha voluto trasmettere e che il titolo non smentisce, dato che l’opera rappresenta libri il cui contenuto è la scrittura, qualcosa di astratto e immateriale che sembra virtuosamente fuoriuscire dalla solidità del marmo per tradursi in messaggio spirituale. La nuova destinazione delle opere segna una tappa importante nel percorso delle artiste romane, iniziato diversi anni orsono ed ora pienamente compiuto e maturo.  

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