IADA. Nuove frontiere per l'arte contemporanea: Kazakistan e Asia Centrale

IADA. Nuove frontiere per l'arte contemporanea: Kazakistan e Asia Centrale
IADA -International Art Development Association- fondata nel 2013 da Dina Baitassova, Indira Dyussebayeva e Laurent Lehmann, è un'associazione culturale no-profit.

Nata per sostenere e promuovere l'espressione dell'arte contemporanea nell'Asia centrale volge particolare interesse al Kazakistan, e mira a sviluppare una rete di scambi culturali internazionali nell'intento di costruire e consolidare rapporti con istituzioni pubbliche e private.

Lo spirito che anima l'attività svolta dall'associazione è alimentato da una filosofia fortemente consapevole del ruolo centrale che gioca la cultura nelle strategie di sviluppo delle regioni centrali dell'Asia. La missione è: promuovere mostre e conferenze; sostenere le candidature degli artisti a competizioni internazionali e premi d'arte; esporre alle internazionali fiere d'arte; partecipare alle biennali con padiglioni che rappresentino sia il Kazakistan sia altre regioni dell'Asia centrale; supportare i trasferimenti all'estero per le residenze degli artisti; pubblicare cataloghi e libri d'artista; e così via. Queste, e altre ancora, sono solo alcune delle attività svolte dall'associazione che gode dell'appoggio finanziario di fondi solidali d'arte, raccolti grazie alla formazione di nuovi programmi comuni condivisi con realtà internazionali. IADA agisce prevalentemente in Europa, organizzando contestualmente eventi anche in altre parti del mondo e interagendo a livello globale per il posizionamento di queste nuove identità territoriali.

Il progetto culturale, ambizioso e allo stesso tempo impegnativo, è stato avviato con un preciso programma interattivo che ha lanciato eventi collaterali nel contesto di manifestazioni internazionali, iniziative valse a catturare l'interesse di noti protagonisti della scena dell'arte contemporanea.

In occasione della 56esima edizione della Biennale d'arte di Venezia, dal 1 al 5 maggio, IADA ha organizzato, in formato 'studio d'artista', un informale padiglione invisibile: PROTAGONISTS The Invisible Pavilion of Kazakhstan. La performance, presentata durante una delle giornate professionali, ha coinvolto sette artisti kazaki -Askhat Akhmediyarov, Kamilla Gabdullina, Syrlybek Bekbotayev, Aza Ombra, Ada Yu, Assel Kadyrkhanova, Alpamys Batyrov- che hanno lavorato sul tema: 'I protagonisti saranno concepiti'. Il laboratorio creativo, guidato da Sarah Trouche, artista, e Paul Ardenne, storico dell'arte e curatore, ha avuto luogo all'Arsenale e ha illustrato i 'lavori' elaborati durante questa 'bottega veneziana'. Incontri e tavole rotonde sulla scena kazaka contemporanea hanno accompagnato il programma che ha aperto il dibattito a vari relatori intervenuti sull'importanza del dialogo nel futuro della scena artistica del Kazakistan, e dell'Asia centrale in generale. Già, nel corso della precedente 55esima edizione l'associazione aveva sostenuto il progetto 'One Step-Protagonists' (http://www.onesteppeforward.com), e la nuova serie di performances si è quindi qui offerta come opportunità per verificare l'attuale vitalità della scena dell'arte kazaka. Allineandosi al tema generale della 56esima Biennale 'Tutti i Futuri del Mondo', i kazachi hanno esaminato un ipotetico futuro adunando il presente occidentale e non-occidentale, locale e globale, nella prospettiva della necessaria implicazione dell'artista nel cuore del mondo reale. In altre parole, una comunità impegnata a sviluppare percorsi che aprano a nuove creatività, volgendo uno sguardo al futuro dell'arte e alle sue potenziali destinazioni. In questa partita, etica-estetica, attivazione-rappresentazione, trascendenza-presenza interpretano il gioco del dialogo e-o del conflitto, dell'incontro controverso e-o produttivo, e offrono una apertura mentale per il tempo a venire. E proprio il futuro è al centro di IADA, che si pone il fine di portare il Kazakistan alla partecipazione ufficiale della Biennale d'arte di Venezia del 2017, con l'apertura di un padiglione istituzionale.

Un'altra importante iniziativa che ha recentemente coinvolto IADA è stato il sostegno alla residenza d'artista, a Parigi, dei due kazachi Ada Yu e Askhat Akhmedyarov, opportunità nata in collaborazione con la nota Galerie RX, che ha aperto le porte della sua sede a Ivry sur Seine. Un notevole interesse è ruotato intorno alla performance dell'artista Askhat Akhmedyarov che ha avuto luogo il venerdì 17 luglio, e che ha mostrato come la musica e il canto siano al centro di nuovi indirizzi di ricerca artistica. Suoni e canzoni muovono i piedi dell'artista come fossero passi di danza, e su una tela stesa al suolo, di passo in passo, l'artista delinea i tratti del volto della persona che egli ha scelto tra il pubblico. Ha destato certamente stupore scoprire che il gruppo musicale italiano dei Pooh, ben noto all'estero, è al cuore della ricerca dell'artista, stimolato dalle canzoni italiane a creare atipici e fantastici ritratti, che mostrano inaudita vitalità.

IADA

 

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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