"Il bi-sogno del Cavaliere Arancione" di Giuseppe Mannino

La Cantina delle Maestranze di Ronciglione da poco restaurata, ospita da domani, sabato 27 luglio, la mostra “Il bi-sogno del Cavaliere Arancione”, composta da una trentina di opere di Giuseppe (Pippo) Mannino.

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La Cantina delle Maestranze di Ronciglione (in Via Roma 60), da poco restaurata, ospita da domani, sabato 27 luglio (inaugurazione alle ore 18), la mostra “Il bi-sogno del Cavaliere Arancione”, composta da una trentina di opere (quadri, sculture e poesie dipinte) di Giuseppe (Pippo) Mannino che hanno come riferimento la figura del Cavaliere Arancione, rappresentazione poetica di Don Chisciotte della Mancia alla cui personalità Mannino si sente particolarmente legato e nel quale vede una sorta di suo alter ego. 

Il titolo a doppio senso della mostra gioca sul significato della parola “bi-sogno” dove il trattino indica “la necessità del doppio sogno quello del ritorno alle origini e di una sorta di recupero di un modo ancestrale e primitivo di esprimere la realtà con la fantasia di un bambino”. Un percorso a ritroso, da cui Mannino ritrova quei principi che sono alla base del pensiero del Cavaliere Arancione, questa volta riferito, oltre al Cavaliere per antonomasia, Don Chisciotte, a tutti i cavalieri dell’umanità: da San Francesco, a Tommaso Campanella, a Galileo Galilei.

“Il primo sogno del cavaliere errante era quello di restare nella memoria del futuro, attraverso una artificiosa povertà spirituale. Il secondo sogno”, che è anche quello di Mannino, “si basa sull’esaltazione dell’immaginazione per costruire appunto la cattedrale del sogno più antico del mondo: il ritorno alla terra natia”

Ma il tempo passa inesorabilmente: per Mannino il ritorno alle origini rimane solo una illusione artistica interpretata in forme di ascendenza naif.

Scrive il padrone di casa Gianni Di Mattia nel concludere l’introduzione all’opuscolo che accompagna la mostra: Sono lieto di inaugurare questo nuovo spazio espositivo insieme a questo poliedrico artista, e grande amico, presentandolo nel modo più azzeccato con le parole di Igor Man, che di lui ha detto: Giuseppe Mannino sa far poesia con la parola scritta, coi quadri, con la scultura. Ha un grande talento. E’ un artista serio. Ma atipico”.

La mostra resterà aperta fino al 4 agosto con orario dalle 18  alle 20.

Alberto Esposito

Pubblicato in Arte

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