Il fascino discreto dell’incisione

L’incisione, nelle sue diverse modalità realizzative (acquaforte, acquatinta, bulino, puntasecca), è stata ed è utilizzata dagli artisti non solo per motivi di ricerca di nuovi linguaggi formali ma soprattutto perché più di ogni altra tecnica artistica è considerata la base dell’ideazione e della progettazione di un’opera manifestata attraverso il segno grafico.

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L’incisione, nelle sue diverse modalità realizzative (acquaforte, acquatinta, bulino, puntasecca), è stata ed è utilizzata dagli artisti non solo per motivi di ricerca di nuovi linguaggi formali ma soprattutto perché più di ogni altra tecnica artistica è considerata la base dell’ideazione e della progettazione di un’opera manifestata attraverso il segno grafico. Alla base dell’incisione, come di tutte le tecniche pittoriche, c’è, infatti, il disegno dal quale emerge con particolare chiarezza la personalità dell’artista. E proprio per conoscere, comprendere e approfondire l’iter artistico, lo stile e la poetica degli artisti loro coevi che hanno utilizzato anche questo mezzo creativo per le sue peculiari possibilità espressive, negli anni ’70 del Novecento tre giovani amanti dell’arte, Massimo e Leonardo Faccioli (figli di Luigi, prestigioso artista di scuola romana)  e Sandro Franchellucci decisero di aprire a Roma la Stamperia d’Arte “La Virgola” che venne utilizzata da numerosi artisti che gravitano intorno alla Capitale. Lo scopo era non solo commerciale ma di venire a contatto con gli artisti, non solo italiani, che più li interessavano dal punto di vista creativo per entrare, come ha scritto Pina Adolfi, nella loro azione creativa ed agire con la loro intelligenza e sensibilità nell’azione generatrice dell’opera perché la lastra incisa consente molte versioni e lo stampatore deve realizzare quella presente nella mente dell’artista, deve cioè essere ‘le mani’ dell’artista che ha ideato l’immagine. I tre decidono di acquistare un piccolo torchio calcografico Bendini, un furgone e realizzare così una stamperia viaggiante per intraprendere un “Viaggio immaginario” negli studi degli artisti attivi nelle varie città europee per convincerli a stampare delle piccole grafiche nel formato di cm 6x9 da tirare in 27 copie: le prime 10 per l’artista, le ultime 10 per la stamperia e le 7 centrali destinate ad amici comuni o ad essere mostrate ad altri artisti per illustrare il progetto. Il “Viaggio” inizia a Parigi, all’epoca sede scelta da molti dei maggiori artisti presenti nel panorama internazionale dell’arte, e prosegue in Germania, Olanda e nelle varie regioni d’Italia dove, con il loro torchio viaggiante, realizzano opere di centinaia di artisti. Il 24 aprile del 1983 in un incidente perde la vita Massimo Faccioli e il “Viaggio” si interrompe bruscamente. Nel 1994 Leonardo Faccioli conosce Massimo Pompeo, ideatore del progetto “Arte a Scuola” finalizzato alla promozione dell’arte di qualità come valore sociale, con il quale decide di riprendere il “Viaggio” non più però negli studi degli artisti, ma invitando presso “La Virgola” autori storicizzati e  emergenti per realizzare, nello stesso formato e nella stessa tiratura, opere significative delle nuove esperienze artistiche.

Per far conoscere e apprezzare il fascino dell’incisione, le opere grafiche realizzate dalla stamperia “La Virgola” nel corso degli ultimi 50 anni sono state oggetto dell’esposizione “Viaggio immaginario”, allestita a Benevento nel Museo d’arte contemporanea ARCOS, organizzata dall’Associazione Proposta nell’ambito del programma espositivo della Provincia di Benevento curato da Ferdinando Creta.

La mostra ha raccolto 111 opere realizzate sia negli anni del “Viaggio” che successivamente (incisioni, lastre, lettere, materiali) di altrettanti artisti tra i quali Bruno Aller, Franco Angeli, Valerio Adami, Nag Arnoldi, Eduardo Arroyo, Renato Barisani, Mirella Bentivoglio, Fabrizio Campanella, Franco Cannilla, Nicola Carrino, Mario Ceroli, César, Bruno Conte, Primo Conti, Corneille, Carmine Di Ruggiero, Luigi Faccioli, Alexandre Fassianos, Gaetano Festa, Barbara Giacopello, Renato Guttuso, Tetsumi Kudo, Massimo Luccioli, Loredana Müller, Antonio Zoran Music, Achille Pace, Eduardo Palumbo, Luca Patella, Leo Strozzieri, Roland Topor, Giulio Turcato, Gérad Legrand, Stanley William Hayter, Pignon-Ernest Pignon, Chan Kin-Chung, Hervé Télémaque. Di alcuni di loro, 70 per la precisione, le incisioni sono state affiancate da pezzi unici e manifesti relativi ai più importanti eventi di cui sono stati protagonisti.

Il prestigioso catalogo realizzato per la mostra comprende, oltre le immagini delle opere esposte che compongono una sorta di storia dell’arte contemporanea dagli anni ’80 ai nostri giorni, le biografie degli artisti e i testi di Antonio Petrilli, Pina Adolfi e Enzo Battara. (nella foto, da sinistra,le  incisioni di Eduardo Palumbo: “In mezzo al ritmo”, 2006, acquaforte su zinco cm. 6x9 e di Barbara Giacopello: Oltre la realtà quotidiana”, 2012, acquaforte e acquatinta su zinco cm. 9x6)

Alberto Esposito

Pubblicato in Arte

Fotonews

Premio Socrate 2021

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