Il Teatro “La Comunità” di Trastevere rischia la chiusura dopo 44 anni

"The Dubliners" di James Joyce in scena al Teatro "La Comunità" "The Dubliners" di James Joyce in scena al Teatro "La Comunità"
Drammatico allarme nel mondo della cultura teatrale romana. Il Teatro “La Comunità” di Trastevere, diretto dal noto regista teatrale Giancarlo Sepe, rischia la chiusura dopo oltre quarant’anni di attività.

Giancarlo Sepe gestisce il Teatro “La Comunità”  suggestivo spazio scenico nel cuore di Roma, dal 1972. Quando vi entrò per la prima volta aveva ventisei anni e il locale era  di proprietà della Cassa Mutua della Zecca di Stato, che lì aveva ricavato un deposito della carta. Oggi di anni ne ha settanta e, dopo quarantaquattro anni di attività, rischia di veder morire il progetto culturale a cui ha dedicato tutta la sua intensa e prolifica carriera artistica.

“La Comunità” è l'unico sopravvissuto fra i cosiddetti “teatri cantina” degli anni Settanta ed i suoi spettacoli, oltre ad aver girato il mondo ed essere stati dei grandi successi nei maggiori festival internazionali, erano e sono uno fra i cardini fondamentali della nuova ricerca teatrale, ricerca meglio nota come “Scuola Romana”.

In altre parole, in questo luogo l’arte non manca e non è mai mancata, ma purtroppo, come avviene con frequenza sempre maggiore, spesso dove c'è arte non ci sono soldi e Giancarlo Sepe, che nel frattempo ha acquistato quello spazio e da cantina umida lo ha trasformato in un teatro a tutti gli effetti con tanto di palco, camerini, platea e ufficio, presto si trova in difficoltà con le banche.

A quel punto il Comune di Roma, riconoscendo - più che giustamente - la rilevanza artistica della ricerca teatrale di Giancarlo Sepe, decide di acquistare lo spazio e, nel luglio 2006, si arriva all’atto di vendita. Con accordi verbali viene deciso di lasciare lo spazio al noto regista, il quale si impegna a proseguire le attività svolte fino ad allora, progetta di mettere a disposizione in orario mattutino una biblioteca teatrale di consultazione per i giovani e comincia, per tre mesi l'anno, un laboratorio per giovani attori - “La Palestra per l’Attore” - laboratorio che esiste tutt'ora.

Ovviamente, al regista viene comunicato che agli accordi verbali seguirà una delibera del Consiglio Comunale per regolarizzare la posizione del teatro, con relativo canone di affitto e tutte le varie spese e incombenze economiche.

Tuttavia - e proprio qui sta l’assurdità della vicenda  - da allora è trascorso circa un decennio e Giancarlo Sepe sta ancora attendendo la delibera. In compenso è arrivata l'ordinanza di sgombero forzoso da parte del Comune di Roma - Dipartimento Cultura.

Un modo per aiutare il Teatro “La Comunità” ad uscire da tale situazione di empasse - situazione in cui le amministrazioni capitoline, che nell’ultimo decennio non son state in grado di risolvere la questione, decisamente non fanno una buona figura - ci sarebbe: firmare la petizione online intitolata “No alla chiusura del Teatro  La Comunità”. Occorrono cinquemila firme.

 

Pubblicato in Arte
Alberto Esposito

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Lazio da Marzo 2004.
Si occupa di montaggio, postproduzione, dirette televisive, registrazioni in studio, editing audio e video.
Collabora ed ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Italia Sera, La voce e Il Romanista

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