Kazuo Ohno e il butoh in Europa

L’appuntamento con il teatro giapponese del CIMES – il Centro di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna - è quest’anno dedicato a “Kazuo Ohno e il butoh in Europa: intreccio di rami e radici”. 

alessandra-cristiani

L’appuntamento con il teatro giapponese del CIMES – il Centro di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna - è quest’anno dedicato a “Kazuo Ohno e il butoh in Europa: intreccio di rami e radici”. Il progetto – che si tiene dal 25 al 29 novembre - a cura di Matteo Casari ed Elena Cervellati, in collaborazione con Kazuo Ohno Dance Studio di Yokohama, Galleria Ono Arte Contemporanea, mc2gallery, Japan Foundation, Nipponica si focalizza sull’arte del grande Kazuo Ohno, tra i fondatori del butoh, la danza moderna giapponese.

Questo genere si è sviluppato nel secondo dopoguerra come movimento d’avanguardia, affondando eversivamente le sue prime radici nella cultura nipponica più primitiva e nelle suggestioni dell’espressionismo europeo. Attraverso due grandi artisti iniziatori, Kazuo Ohno (1906-2010) e Tatsumi Hijikata (1928-1986), ha preso vita l’idea di un’arte del corpo, liberata dai lacci costrittivi della tradizione e capace di rendersi veicolo di perpetua metamorfosi e di una vera filosofia di vita. Le successive generazioni di danzatori, alcuni dei quali si sono stabiliti in diversi paesi europei, hanno contribuito alla diffusione delle idee e della pratica del butoh, generando seguaci che le hanno intrecciate con le loro tecniche e visioni estetiche, fino a incorporarle nel bagaglio artistico occidentale, non solo della danza.

Oggi, a oltre tre decenni dalla prima diffusione europea, s’intende saggiarne la presenza, l’assimilazione e le trasformazioni, in ambito performativo come in quello più ampiamente culturale, individuando gli intrecci profondi tanto delle radici ideali che lo nutrono quanto delle ramificazioni creative cui ha dato vita.

Il progetto si apre con tre incontri introduttivi sulla storia e il pensiero del butoh, alle ore 17: i primi due ai Laboratori delle Arti, il 25 novembre con Giovanni Azzaroni in “Le radici antropologiche della danza butoh”; il 27 Eugenia Casini Ropa presenta “Poetiche e corporeità della danza butoh”. Il terzo incontro si svolge il 28 novembre alla Galleria Ono Arte Contemporanea, con Matteo Casari e Katja Centonze in “Avanguardia Giappone: immagini, corpi”. Nella serata, alle ore 21 Tadashi Endo, allievo diretto di Kazuo, terrà una lezione-dimostrazione serale, gratuita e riservata agli studenti dell’Università di Bologna.

La rassegna si conclude venerdì 29 novembre, con un convegno internazionale sulla diffusione performativa e culturale della danza butoh in Europa (dalle 10 alle 17), a cui partecipano studiosi, artisti e critici, e al termine del quale avrà luogo un concept di danza di e con Alessandra Cristiani (nella foto), estratto dallo spettacolo “Entrana”.

In programma anche un’esposizione fotografia e di manifesti - che si conclude il 1° dicembre - sulla vicenda artistica di Kazuo Ohno, presso la Galleria Ono Arte Contemporanea.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte

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