l’artista milanese Carlo Gavazzeni Ricordi porta la luce di Roma in Cile: “Memoria della retina”

l’artista milanese Carlo Gavazzeni Ricordi porta la luce di Roma in Cile: “Memoria della retina”
Grande successo della cerimonia di inaugurazione della mostra fotografica dell’artista milanese Carlo Gavazzeni Ricordi a Santiago del Cile.

Dopo il trionfo della personale allestita all’interno del Museo Nazionale dell’Ermitage di San Pietroburgo, le opere dell’artista saranno in mostra fino al 22 gennaio 2017 al Mac, il prestigioso Museo d’arte contemporanea di Santiago, appartenente alla Facoltà d’Arte dell’Università del Cile: la mostra “Memoria della retina” è curata dallo storico dell’arte Claudio Strinati(già primo direttore del Polo Museale di Roma), e organizzata da “Il Cigno GG Edizioni”, che ha realizzato anche il catalogo e un video di presentazione. Sedici immaginifiche monumentali fotografie esposte, che ritraggono una serie di suggestive vedute della città eterna, soggetti che riportano a visioni classiche, ma con uno sguardo assolutamente innovativo grazie alla tecnica del doppio e triplo scatto. 

Nato nel 1965 a Milano, dove vive e lavora, Gavazzeni Ricordi appartiene ad una famiglia da generazioni legata alla storia dell’arte e della musica.

All’inaugurazione, che si è tenuta il 4 novembre al MAC, sono intervenuti, oltre all’artista, il ministro alla Cultura, Ernesto Renato Ottone Ramírez, il Direttore del Museo d’arte contemporanea, Francisco Brugnoli, l’Ambasciatore d’Italia a Santiago, Marco Ricci, il rettore dell’Università del Cile, Ennio Vivaldi, e Lorenzo Zichichi, della casa editrice “Il Cigno GG Edizioni”.

La personale propone una sintesi del lavoro realizzato dall’artista milanese per le sue mostre romane, ed in particolare in occasione dell’incarico ricevuto da Pirelli Cultura di ritrarre il Teatro di Villa Torlonia, luogo d’ispirazione neoclassica in cui si raccolgono le sculture realizzate dagli allievi di Berthel Thorvaldsen. Gavazzeni ha colto la magia dell’ambiente per comunicarne la suggestione prima dell’intervento di restauro di Pirelli. Il percorso della mostra si completa di una serie di vedute della città eterna e della più recente ricerca artistica ispirata allo splendore di Villa Medici.

Dopo anni di ricerca, con l’uso del banco ottico e della pellicola, l’artista crea le sue opere sperimentando, usando la chimica, adoperando lo scanner, stampando le foto con una finitura lunghissima. In un mondo caduco, passeggero e mutabile, il suo è un tentativo di afferrare attraverso l’obiettivo lo spirito del tempo. “La mia idea – spiega Carlo Gavazzeni Ricordi - è quella di giocare con l’impressione della luce, che porta un segreto, come se potesse raccontarti tutto ciò che è successo attraverso gli anni. Il mio incontro con Roma è stato decisivo, la città eterna e il miracolo della sua luce mi hanno rapito; in ogni secondo brilla di una luce diversa, è un continuo cambiare. E poi, Roma è unica anche per l’eterno riuso della città, per la sua stratificazione. Puoi guardare duemila anni di storia a strati, riusati. Per questo è perfetta per i miei scatti. Nella sua realtà è come se esistesse un elemento metafisico. E le mie foto tentano di mostrare tutte le immagini che il nostro cervello riesce ad immagazzinare e a rielaborare. Immagini, quindi, che si fondono l’una sull’altra; in questo modo tutte le volte che si chiudono le palpebre, quel paesaggismo diventa sempre più interiore”.  

 “Gavazzeni è una personalità unica nel panorama artistico italiano di questi anni – sottolinea Strinati -. Apparentemente rientra nella grande categoria dei fotografi d’arte. Ma in realtà ha rielaborato la tecnica fotografica in un modo personalissimo, attraverso un percorso di ricerca e di studio. Il risultato finale è una specie di stratificazione di molte immagini con luci diverse, una cifra stilistica che è nello stesso tempo fotografica e pittorica. Rappresenta luoghi o vedute della città e fa apparire immagini che come fossero fantasmi, quali evocazioni metafisiche di sogni impossibili. Si tratta di forme prese dalla realtà, ma sono quanto di più irreale si possa concepire. È un poeta onirico capace di offrire suggestioni a chi guarda, trasportandolo in un mondo bellissimo”.

“Le opere di Carlo Gavazzeni Ricordi al Mac – afferma l’ambasciatore Ricci - confermano il nostro impegno ad offrire al pubblico cileno le espressioni più significative della creatività italiana contemporanea. Le sue immagini di Roma - che evocano i 2000 anni di storia e le sue infinite stratificazioni - sono il perfetto complemento dell'esposizione del San Giovanni Battista di Caravaggio, in corso al Museo de Bellas Artes, sito all’altro lato dell’edificio. Sono sicuro che il dialogo tra questi due artisti consentirà al pubblico di apprezzare la ricchezza e la continuità dell'arte italiana”.

“Dopo il successo all’Ermitage di San Pietroburgo e al Museo dell’Architettura Russo di Mosca, siamo felici di portare la creatività di un artista unico come Carlo Gavazzeni Ricordi, apprezzato in tutto il mondo, in un contesto internazionale e di grande prestigio, qual è il MAC di Santiago del Cile  - conclude Zichichi  -. La sua personale, che mette in evidenza l'inscindibile legame dell'artista con la musica e il teatro, bagaglio culturale che ha respirato sin dall’infanzia immerso familiarmente in un contesto eccezionale, sarà inaugurata in contemporanea alla mostra di “Le Corbusier y el sur de America”, un omaggio al fondatore dell’architettura moderna del XX secolo, a 50 anni dalla sua scomparsa. L’abbinamento con Gavazzeni Ricordi la dice lunga sull’ammirazione dei Cileni per il fotografo italiano. Entrambe le mostre saranno allestite al MAC fino al 22 gennaio prossimo”.   

 

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