L’infinito di Francesco Guerrieri

La ricerca di Francesco Guerrieri, considerato tra le voci più rappresentative dell’arte non iconica del nostro tempo, è stata da sempre incentrata sull’analisi dei processi visivi che consentono all’artista di “visualizzare” il significato dell’opera che non deve necessariamente rappresentare o raffigurare una realtà conosciuta.

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La ricerca di Francesco Guerrieri, considerato tra le voci più rappresentative dell’arte non iconica del nostro tempo, è stata da sempre incentrata sull’analisi dei processi visivi che consentono all’artista di “visualizzare” il significato dell’opera che non deve necessariamente rappresentare o raffigurare una realtà conosciuta.

In oltre mezzo secolo di attività artistica, Francesco Guerrieri ha sempre considerato la singola opera come frammento di un “continuum” potenzialmente infinito.

Con la mostra dal titolo “Direzione Infinito”, allestita presso il “Valmore Studio D’Arte” di Vicenza (Contrà Porta S. Croce, 14, inaugurazione venerdì 11 aprile alle ore 18, aperta fino al 30 maggio), l’opera di Guerrieri viene analizzata a partire dalla fine degli anni ’50 del Novecento fino ad oggi per evidenziare la coerenza di una ricerca iniziata sulla interpretazione della “Continuità” e dei “Ritmi” attraverso opere nelle quali la serialità percettiva gestaltica non consente di formulare un inizio o una fine al processo creativo esplicitato dal singolo quadro.

Il quadro, infatti, è concepito da Francesco Guerrieri “non più come opera conclusa nei limiti della tela dipinta intesa a rappresentare una delimitata realtà esteriore o interiore, ma come frazione di una continuità spazio-temporale infinita e come fase di un processo operativo continuo”.

La ricerca di Guerrieri, scrive il curatore della mostra Gabriele Simongini, “reca dentro di sé una tensione tutta contemporanea, fatta di frammentazioni, zoom, spazialità virtuali, che tendono positivamente e con fiducia verso l’avvenire, lungo quella che potremmo chiamare la Direzione Infinito … dai suoi quadri, con una sensibilità che non ha pari, promanano echi e risonanze di scale cromatico-musicali, quasi sempre fondate su non più di tre note-colori, che trasformano la quantità in qualità e che comunicano … una sorta di euritmia dinamica” (nella foto: “Navigando verso la luce”, 2014, acrilico su tela cm. 50x100).

Alberto Esposito

Pubblicato in Arte
Alberto Esposito

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Lazio da Marzo 2004.
Si occupa di montaggio, postproduzione, dirette televisive, registrazioni in studio, editing audio e video.
Collabora ed ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Italia Sera, La voce e Il Romanista

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