L’insostenibile leggerezza del cemento | Le opere di Milène Guermont al Museo di Mineralogia di Parigi

L’insostenibile leggerezza del cemento | Le opere di Milène Guermont al Museo di Mineralogia di Parigi
«Il Museo di Mineralogia è il luogo naturale per l’esposizione I Cristalli di Milène Guermont», dichiara Didier Nectoux, Conservatore dell’istituzione parigina.

« Le sue opere sono dei minerali ricostruiti, che hanno subito un processo artificiale di metamorfismo (trasformazione della struttura minerale di una roccia dovuta a cambiamenti di temperatura, pressione o all'infiltrazione di fluidi ndr), e che andando oltre l’utilizzazione industriale, racchiudono e producono emozioni ». 

Il Museo di Mineralogia, luogo singolare dalle decorazioni del XIXo secolo e che da sul giardino del Lussemburgo, possiede una delle più grandi raccolte al mondo di minerali. Con questa mostra diventa la scena di un dialogo nuovo tra le sue collezioni e le opere in cemento di Milène Guermont. Una trentina di lavori, con collegamenti storici, paralleli scientifici, accostamenti formali o affinità poetiche, dialogano con i minerali avvicinando l’arte alla sorella scienza.

La mostra I Cristalli, curata da Anne-Marie Morice per l’associazione Synesthésie, che si tiene dal 19 gennaio al 19 marzo al Museo di Mineralogia, riunisce per la prima volta insieme alcune opere di Milène Guermont, giovane artista francese, dalla doppia formazione: ingegnere e artista.

«Ho incontrato Miléne nel 2015 in occasione di una residenza artistica presso Synesthésie, che ha sede a Seine-Saint-Denis (periferia di Parigi) - racconta la curatrice -, durante la quale è stata concepita Cristallo A, una scultura realizzata in “cemento polisensoriale”. Una sorta di cemento vivente che racchiude in un certo qual modo una memoria della città in cambiamento».

La formazione classica di un cristallo è realizzata da cristallogenesi: passaggio di uno stato disordinato liquido a uno stato ordinato solido controllato da leggi cinetiche complesse. Cristallo A riflette questo processo della materia molecolare ed evoca il tempo e l'energia necessari alla sua crescita. L’opera interagisce con il campo magnetico di chi la sfiora, rispondendo con il suono delle voci registrate durante alcuni incontri in cui gli abitanti di Seine-Saint-Denis, bendati, sono stati invitati ad avere un’esperienza sensoriale con alcuni edifici in calcestruzzo del loro quartiere.

Un viaggio nell’universo artistico di Milène Guermont, dove la materia è l’elemento fondante e il cui percorso è introdotto dall’opera Planètes sauveges (Pianeti selvaggi) che si trova prima di salire la magnifica scalinata che porta al primo piano dell’hotel de Vendôme dove si estende la raccolta di minerali e l’esposizione. Un mobile formato da sfere policrome in “beton cratères” con fibre ottiche; un calcetruzzo particolarmente lavorato su cui si formano alcuni forme simili a crateri. Ogni pianeta è unico, come tutti i lavori dell’artista, per la propria forma, storia, interazione con le altre materie, reazione al processo di lavorazione, la porosità, le sue luci e ombre.

Le sculture in cemento, materiale prediletto e amato, di cui Milène Guermont ha brevettato alcune lavorazioni, conservano stampate sulle loro superfici tormentate o lisce, scure o colorate, tutti gli stadi della loro creazione. Tutto è variazione, incessante esplorazione del possibile.

Milène Guermont fa risuonare questo materiale nel profondo dell’intimità del visitatore, facendolo diventare quasi uno specchio della vita. «Niente e nessuno sono indenni. Tutto conserva una traccia», dichiara l’artista. Da qui l’unicità delle sue opere, perché come ogni individuo reagisce diversamente agli eventi, conserva in modo differente i ricordi di uno stesso fatto, anche la materia  produrrà una reazione unica, irripetibile a un determinato processo di lavorazione, reagendo differentemente in base ai materiali ai quali verrà in contatto o sarà mescolata.

I ricordi si stratificano nella memoria formando nuove immagini, nuove sensazioni che mutano con il tempo. I Frottages (Sfregamenti), realizzati a partire da una matrice in “beton cratères” su carta e matita, sono la memoria del comportamento del calcestruzzo durante la sua colata e la sua presa. Sovrapponendo e mescolando le varie tappe della memoria di questo viaggio della materia, aggiungendo colori e pigmenti, Milène Guermont crea similitudini con altre materie come in Soleil de plomb (Sole di piombo) o Rayon vert (Raggio verde) in cui il ricordo dei ricordi viene amplificato dall’utilizzo della luce.

L’artista ha una relazione  fisica con la materia, di cui cerca di forzare i limiti, imporre e imporsi nuove sfide, per dare voce a sensazioni, ricordi ed emozioni cercardo di provocare lo stesso sentimento nello spettatore. Il cemento si “piega” e diventa un foglio di carta che pulsa e respira in Feuille frissonnante (Foglio vibrante); una sequenza di tre pagine - da liscia ad accartocciata - in Jamais plus (Mai più), o monumentale in Megaconcreto, una goffratura in rilievo realizzata a partire da una matrice in beton cratères sulla quale è stato appaggiato uno strato di carta umida, successivamente compressi insieme in una stamperia.

Tra le opere monumentali di Milène Guermont  che si possono ammirare a Parigi c’è Phares (Fari), una combinazione di 320 triangoli isosceli in alluminio che formano una piramide troncata di 29 metri, su cui sono stati installati alcuni fari di automobili, situata in occasione della COP21 nella celebrissima Place de la Concorde. Quest'architettura di “maglia fine aerea” interagisce perfettamente con lo spazio urbano e con l’obelisco sottolineando il pyramidion, la sommità del monumento egiziano. Perfettamente in asse, questo diventa la punta della piramide, apice del dialogo tra il passato e il presente, proiettato verso il futuro. Un sensore, posizionato in basso della piramide, permette al pubblico - in alcuni giorni stabiliti - di far illuminare di sera l’opera al ritmo del proprio battito cardiaco.

Battito che risuonerà anche il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Il cuore di Parigi, della Ville Lumiére, pulserà al ritmo dell’energia dell’amore.

 

 

Sito web di Milène Guermont

 

 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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