L’Osservatorio della luce, opera in situ di Daniel Buren trasforma la Fondation Louis Vuitton

L’Osservatorio della luce, opera in situ di Daniel Buren trasforma la Fondation Louis Vuitton
“La trasparenza e la qualità di un colore, proiettato attraverso un filtro colorato, per come la vedo io, lo rende più vivo che uno strato di colore dipinto”.

È quanto afferma l’artista francese Daniel Buren che ha trasformato le dodici vele - costituite da 3600 lastre di vetro - della Fondation Louis Vuitton di Parigi in un immenso caleidoscopio.

L’Osservatorio della luce (L’Observatoire de la lumière) è il titolo dell’opera in situ di Buren, che dal prossimo 11 maggio rivoluzionerà temporaneamente l’emblematica architettura parigina firmata da Frank Gehry.

La moltitudine di filtri colorati è stata applicata alla struttura a distanze uguali. Alternando “tessere” bianche e colorate perpendicolari al suolo. Per un totale di tredici colori in un gioco di riflessi e ombre che appaiono e scompaiono, ritmati dall’intensità della luce durante l’arco della giornata.

Artista principale della scena internazionale, Daniel Buren sviluppa dagli anni Sessanta un'azione radicale caratterizzata dall'utilizzo del suo onnipresente “marchio”: delle  bande verticali colorate e bianche, alternate, di 8,7 cm di larghezza. Dopo essere stato pittore (1965 - 1967), si è dedicato a un lavoro sullo spazio e sul suo contesto. Tutte le sue opere ormai sono concepite in funzione delle particolarità del luogo dove vengono esposte o realizzate, in situ appunto, tanto nello spazio pubblico che nei musei o le gallerie d'arte.

“Non amo fare dei modellini dei miei progetti o delle simulazioni al computer”, dichiara Buren durante l’incontro con la stampa. “Amo costruire delle sorprese visive. Quest’opera la si vive in movimento, come tutti i miei lavori: bisogna spostarsi”. E a seconda del luogo in cui si è si percepisce una differente emozione della luce, della somma dei colori e dell’incrocio delle linee. All’esterno o all’inteno dello spazio espositivo, dalle differenti terrazze, le proiezioni e i riflessi trasformano le vele della creazione di Gehry, cambiano il panorama grazie a un’azione “minima” da parte di Buren ma di grande effetto.

La Fondation Louis Vuitton gli ha dato carta bianca. “Daniel Buren ha realizzato un progetto grandioso, appropriato e magnifico; il risultato di un dialogo reale con Frank Gehry e la sua opera. Il suo lavoro risponde perfettamente all'architettura, in linea con il sua visione, la quale risale al 1970 e che nasce dall’incontro tra colori, trasparenze e luce”, ha commentato Bernard Arnault, presidente della Fondation.

In conteporanea all’evento, dal 2 al 4 giugno, verrà allestito nel parco vicino alla fondazione il BurenCirque, progetto multidisciplinare fondato nei primi anni 2000 da Daniel Buren insieme a Dan e Fabien Demuynck, che metterà in scena tre spettacoli dal titolo 3 times a Hut. Mentre dal 28 maggio al 28 agosto, verranno presentati una serie di laboratori dedicati ai bambini.

Per l’occasione, inoltre, è stato pubblicato un catalogo, realizzato in collaborazione con l’artista, che per la prima volta riunisce un grand numero di opere realizzate dagli anni Settanta a oggi, create dall’interazione dei suoi temi ricorrenti: colore, trasparenza, luce, traslucenza e proiezione.

 

 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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