La “città giardino” di Enrico Benaglia

Con il titolo “La città giardino”, l’artista romano Enrico Benaglia ha allestito a Roma una esposizione di sue opere nell’Aula Consiliare del Municipio III in Piazza Sempione 15 a Roma, un luogo che sembra creato dalla sua fantasia più che dallo sviluppo urbanistico della città. 

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Con il titolo “La città giardino”, l’artista romano Enrico Benaglia ha allestito a Roma una esposizione di sue opere nell’Aula Consiliare del Municipio III in Piazza Sempione 15 a Roma, un luogo che sembra creato dalla sua fantasia più che dallo sviluppo urbanistico della città. La mostra è ospitata, infatti, all’interno dell’ex Palazzo Pubblico della “città giardino” Aniene, costruita negli anni ’20 del Novecento dall’architetto Innocenzo Sabatini lungo la Via Nomentana nei pressi di Montesacro. Piazza Sempione è il cuore del quartiere, pensato per decongestionare la Capitale realizzando palazzine circondate da giardini dove vivere armoniosamente tra natura e città, sulla quale si affacciano la Chiesa dei Santi Angeli Custodi e la Torre dell’Orologio dalle forme che rimandano a quelle medioevali, pittoresche e rurali, con esplicite allusioni alla città vecchia e alla tradizione abitativa romana.

L’utopia dell’esistenza di un mondo separato dal caos e dal frastuono cittadino è stata realizzata da  Enrico Benaglia che ha da sempre caratterizzato i suoi dipinti con la raffigurazione di palazzine dal sapore liberty circondate da giardini incantati ricchi di una rigogliosa vegetazione. La “città giardino” di Benaglia è un mondo fiabesco dove tutto è possibile. Figure ritagliate nella carta, che costituiscono la cifra di Benaglia, di animali di tutte le specie che convivono con gli uomini in giardini dell’Eden, si stagliano in spazi delimitati da edifici retrò per vivere momenti di quotidianità anche impossibile, come la bambina che corre srotolando un centimetro da sarto per calcolare “La misura della notte”. E’ un mondo, questo di Benaglia, che fa riflettere su cosa abbiamo perduto facendoci “sottomettere” dalla tecnologia e dal consumismo e sulla necessità di ripensare alle cose semplici che possono donare momenti di felicità, come la visione di un cielo stellato. Grazie alle sue non comuni capacità coloristiche e disegnative, Benaglia conferisce ai suoi “racconti” una particolare liricità attraverso forme che non descrivono luoghi ma interpretano la possibile esistenza di fatti sottratti alla caducità del tempo. La mostra resta aperta fino al 31 gennaio con orario, dal lunedì alla domenica, dalle 9 alle 19 (nella foto “La misura della notte”, 2007, olio su tela cm. 90x100, particolare).

Alberto Esposito  

 

Pubblicato in Arte

Fotonews

Premio Guido Carli 2021

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