La danza del camaleonte di Laura Nillni

La danza del camaleonte di Laura Nillni
Una collaborazione che dura da oltre tre lustri, quella tra la gallerista parigina Lélia Mordoch e l’artista argentina Laura Nillni.

“La danza del camaleonte” è il titolo dell’ultima loro collaborazione, l’esposizione in corso fino al 19 luglio presso la galleria Lélia Mordoch di Parigi (50 rue Mazarine - Paris 75006), una della più importanti della Ville Lumiére, fondata 25 anni fa da una vera “passionaria” dell’arte mossa dalla voglia di soprendere il pubblico, di innovare il panorama artistico della capitale francese.

“La danza del camaleonte” è la storia di una trottola che esce dal quadro. Prende il suo slancio e balla fino a che nel suo sonno si mescolano i colori. Il tempo e il movimento sono i temi principali dell’opera di Laura Nillni. Trottole e sculture murali sono i mezzi attraverso i quali l’artista vuole trasmetterci la sua visione di un universo dove, come in una danza appunto, il ritmo segna il nostro vivere nel mondo. Un desiderio di sfuggire all’immobilità, tra musica, poesia, matematica e geometria, come dimostrano i video realizzati in collaborazione con il marito, il compositore Ricardo Nillni.

Le sculture di Laura sono strettamente legate al movimento. Sul pavimento come sui muri campeggiano delle trottole di diverse forme e colore,  installazioni di legno, forme geometriche che girando generano a loro volta altre forme, composizioni caleidoscopiche che possono essere manipolate dal pubblico.

L’esposizione presenta anche una serie di video realizzati a quattro mani con il marito, opere in cui si  mescolano immagini reali e animate, concepiti come sculture murali e quindi presentati nel quadro di impianti.

Dal 1996, Laura e Ricardo Nillni hanno cominciato a lavorare con lo pseudonimo di ARAOZ realizzando dei video in cui le immagini, che vengono principalmente dall’universo plastico di Laura Nillni, definisco lo spazio in cui il tempo viene scandido dalla musica - composta dal marito. Un luogo costituito da forme geometriche che creano spazi immaginari, simili a dei labirinti chiusi tra forme e parole, ispirati spesso alla letteratura e soprattutto all’universo di Jorge Luis Borges, come nel caso dell’ “Elogio dell’ombra”.

La letteratura è un motore del lavoro di Laura, influenzato non solo dall’autore argentino ma anche da scrittori quali Lewis Carroll, Georges Perec e Vladimir Nabokov. Inoltre, lei stessa è autrice di libri, ma preferisce definirsi un’artista plastica che cambia mezzo d’espressione, e che ha scelto tra i suoi “maestri”, uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo, Bruno Munari.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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