La mostra "O.O.M. Out of Memory" realizzata per l’85° anniversario dell’Holodomor, a cura di Cristina Meregaglia

La mostra "O.O.M. Out of Memory" realizzata per l’85° anniversario dell’Holodomor, a cura di Cristina Meregaglia
Venerdì 23 novembre 2018 dalle ore 10:30 alle ore 14:30 nel Salone del Vanvitelli della Biblioteca Angelica di Roma in Sant’Agostino, l’Ambasciata d’Ucraina in Italia presenterà la mostra collettiva O.O.M. Out Of Memory, con opere inedite di Alessio Ancillai, Evita Andùjar, Simone Haug e Andrea Pinchi, a cura di Cristina Meregaglia.

L’esposizione, il cui titolo fa riferimento alla sigla usata in gergo informatico per indicare un errore di memoria, sarà l’evento culminante di un serie di proposte culturali su invito dell’Ambasciatore d’Ucraina in Italia Yevhen Perelygin, per commemorare l’85esimo Anniversario dell’Holodomor, il genocidio ucraino avvenuto fra l’autunno del 1932 e la primavera del 1933 nel quale si stima che morirono fino a dieci milioni di ucraini. La partecipazione agli eventi è gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili, sia al Cinema Farnese sia nel Salone Vanvitelliano della Biblioteca Angelica.

Il primo appuntamento è per giovedì 22 novembre alle ore 20:30 al Cinema Farnese per la proiezione in anteprima nazionale del film Raccolto amaro (produzione Canada) una distribuzione per l'Italia Pier Francesco Aiello per P.F.A. Films, una potente storia di amore, onore, ribellione e sopravvivenza vista attraverso gli occhi di una giovane coppia che si trova a vivere sulla propria pelle le devastazioni provocate dalla politica genocida di Joseph Stalin nei confronti dell'Ucraina negli anni '30. Mentre Stalin sostiene le ambizioni dei comunisti al Cremlino, un giovane artista di nome Yuri (Max Irons) combatte per sopravvivere alla carestia, al carcere, alle torture e per salvare l’amata Natalka (Samantha Barks) dall'Holodomor, il programma staliniano che provocò la morte per fame di milioni di ucraini. In questo tragico scenario, Yuri fugge da una prigione sovietica e si unisce al movimento di resistenza antibolscevico, mentre combatte per riunirsi con Natalka e per un'Ucraina libera.  Girata on location in Ucraina, questa epica storia d'amore porta alla luce uno dei capitoli più devastanti e trascurati dell'Europa moderna. Il cast stellare include anche Barry Pepper, Tamer Hassan e Terence Stamp. Il regista George Mendeluk ha firmato la sceneggiatura con Richard Bachynsky-Hoover, a partire da un soggetto originale dello stesso Bachynsky-Hoover. Il film è prodotto da Ian Ihnatowycz, Stuart Baird, George Mendeluk, Chad Barager e Jaye Gazeley. Dennis Davidson, Peter D. Graves e William J. Immerman sono i produttori esecutivi. Richard Bachynsky-Hoover è produttore esecutivo per l’Ucraina.

“L’Holodomor non può essere una pagina di storia dimenticata, occorre toglierla dall’oblio per indicare all’alternarsi delle generazioni quella lezione di storia che serve a formare la coscienza dei popoli, al fine di riconoscere il male, difendere la pace, rafforzare la solidarietà internazionale e difendere la giustizia e la libertà” E’ con queste parole che l’Ambasciatore d’Ucraina in Italia, Yevhen Perelygin, introduce l’evento che si svolgerà a Roma per far conoscere agli italiani quanto avvenne in Ucraina nel secondo quarto del Novecento, periodo in cui in Europa in uno scenario fortemente conflittuale si imponevano gli altri tragici genocidi del “secolo breve”. 

L’Holodomor è una delle pagine più crudeli del Novecento ma, incredibilmente, è una storia dimenticata. Eppure, l’eccidio ha mietuto, secondo diverse stime, fino a dieci milioni di vittime innocenti fra la popolazione ucraina negli anni 1932 e 1933, un dramma dalle proporzioni spaventose. Lo sterminio per fame,  Holodomor significa letteralmente “morte per fame”, fu posto in essere per piegare i contadini al volere di Stalin. Tutto il grano prodotto, tutti i generi alimentari, compresi gli animali, vennero requisiti. Così, vittime di un disegno politico agghiacciante, morirono per fame, una delle morti più dolorose, uomini, donne e soprattutto bambini.

Venerdì 23 novembre gli artisti presenteranno delle opere realizzate per la mostra: ognuna di esse rappresenta una riflessione personale sul dramma dell’Holodomor e la volontà di instaurare un dialogo con il pubblico che si ponga in antitesi all’esigua storicizzazione dell’evento nella storiografia contemporanea. La mostra intende quindi l’operato artistico come mezzo primario per dare voce ai paradossi e alle manchevolezze della società contemporanea. Piuttosto che identificare una linea di connessione tra gli artisti invitati, O.O.M. Out Of Memory vuole riconoscere ed enfatizzare le differenze di approccio al tema in un gioco di conversazioni strutturate sul piano visivo attraverso differenti mezzi espressivi.

Per questo evento, Simone Haug, artista svizzera, realizzerà un’installazione site specific disponendo nello spazio del Salone Vanvitelli della Biblioteca Angelica molteplici sacchi vuoti di carta, potenziali contenitori di grano ed emblema della morte per inedia di milioni di ucraini. L’artista ha dichiarato che i sacchi saranno disposti nello spazio come “in un campo di battaglia” a simboleggiare la tragicità dell’accaduto. Lo spettatore si troverà quindi in diretta relazione con l’oggetto fisico e potrà lui stesso misurare la privazione subita dal popolo ucraino.

Alessio Ancillai, artista italiano che ha vissuto in prima persona i racconti delle vicissitudini dei bisnonni, i quali sono dovuti scappare da Odessa, importante città dell’Ucraina, in seguito all’ insediamento staliniano, esporrà un’opera sul significato della scrittura e dell’arte quali mezzi per tramandare la memoria mentre la spagnola Evita Andùjar, farà confluire la sua ricerca sulla rappresentazione della donna nella raffigurazione di un corpo femminile assassinato che comunica allo spettatore tutto il suo vissuto in un ultimo sguardo. L’artista ha realizzato il dittico in mostra ispirandosi alla scultura in bronzo di Petro Drozdovsky per il Memoriale per le vittime dell’Holodomor a Kiev che raffigura una ragazza con delle spighe di grano fra le mani¸ l’artista umbro Andrea Pinchi, la cui pratica si fonda sul recupero e assemblaggio di parti di strumenti musicali in composizioni pittoriche, esporrà un’opera che porterà lo spettatore ad una riflessione sull’eticità di quanto accaduto. Ogni cosa ha un significato nella pratica dell’artista, e in ogni forma o materiale vi è una citazione colta e densa di significato.

Le opere, dopo la visione e presentazione in anteprima alla Biblioteca Angelica saranno esposte, da sabato 24 novembre a domenica 2 dicembre nello spazio espositivo T24 a Santa Maria in Campitelli.

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