La personale di Isaac Cordal inaugura la galleria Street Art Place

La personale di Isaac Cordal inaugura la galleria Street Art Place
Le foto delle sue opere da anni fanno il giro della rete in maniera virale. Amanti o non dell’arte urbana le hanno ripostate perché impossibile restare indifferenti all’ironia e genialità che queste esprimono.

“Lillipuziani” moderni – agli antipodi dei “giganti” di Ron Mueck - si aggirano nelle città del mondo intero dando una nuova prospettiva della società. Sono i piccoli uomini di Isaac Cordal, che inaugura con una sua personale un nuovo importante spazio espositivo a Gaeta, la galleria Street Art Place.

A un anno circa dal lancio del sito www.streetartplace.com, la galleria online nata a supporto del Memorie Urbane -Urban Festival estende il suo raggio d'azione al mondo reale, inaugurando uno spazio fisico nel cuore medievale della città laziale.

Nuovo polo artistico-culturale e punto di riferimento per addetti ai lavori o semplici appassionati, la galleria Street Art Place, da domenica 13 marzo, aprirà le sue porte al pubblico dando letteralmente il benvenuto con l’esposizione di Cordal dal titolo "Welcome".

Il percorso espositivo presenta lo stile inconfondibile dell’artista che pone le sue e piccole creature nelle “fessure” delle città: la crepa di un muro, il buco di un marciapiede o la pozzanghera d'acqua, inventando un mondo poetico e allo stesso tempo inquietante. I suoi personaggi in giacca e cravatta, che brandiscono ventiquattrore e telefoni portatili, sembrano correre dritti a verso delle catastrofi, metafora dell’epoca di crisi che stiamo vivendo. Un momento di transizione in cui il passaggio stenta a effettuarsi. Una situazione stagnate, di crisi, in cui l’uomo è alienato dal lavoro e minacciato dai cambiamenti climatici, dalle guerre e catastrofi nucleari ( l’11 marzo 2016 sono già cinque anni dal disastro di Fukushima).

Secondo Cordal l’arte dovrebbe essere lo specchio della società. Il grande problema è che diventa uno specchio nel quale poche persone hanno voglia di riflettersi, per riflettere. La città diventa un’ immensa scenografia teatrale dove mettere in scena questi piccoli drammi, come appunto quotidianamente accadono nella realtà. Un mondo ridotto in scala che, proprio perché più piccolo, è visibile nella sua interezza – azione e paesaggio – per osservare la società nella sua totalità.

In occasione della esposizione, verrà presentato alla città di Gaeta il catalogo di Memorie Urbane 2015 (Memorie Urbane, 12), disponibile anche sul sito del Festival. La pubblicazione, in italiano e inglese, raccoglie gli scatti più suggestivi, le mappe aggiornate degli interventi e le biografie degli artisti, che hanno dato vita al più grande museo a cielo aperto diffuso sul territorio nazionale.

L’inaugurazione della mostra, che segna inoltre l'inizio della quinta edizione del Festival, non è che un avant-goût di una nuova stagione all'insegna dell’arte contemporanea urbana che fino a ottobre, con un climax che culminerà nelle due settimane dal 20 maggio al 5 giugno, vedrà l'alternarsi di oltre 30 artisti internazionali del  calibro di 1010, Bordalo 2, David Oliveira, Deih, ECB, Freddy Sam, Ino, Isaac Cordal, Lonac, Louis Masai, Sepe e Chazme. La rassegna aumenta le interazioni con il territorio e si trasforma in Urban Festival, coinvolgendo molteplici comuni - tra gli altri: Cassino, Fondi, Formia, Gaeta, Santi Cosma e Damiano, Terracina, Valmontone e Ventotene. 

Come ogni anno, Memorie Urbane - nata nel 2011 da un’idea di Davide Rossillo, presidente di Turismo Creativo, da sempre sostenitore dell’arte contemporanea come elemento di dinamismo culturale e strategia di crescita socio-economica, culturale ed turistica - sa proporre al pubblico un programma articolato di eventi, sempre nuovi e stimolanti per continuare a discutere sull’arte urbana, il suo valore, il suo messaggio e la sua evoluzione con uno spirito aperto e innovativo.

 

Memorie Urbane

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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