La “Sinfonia di tempeste spaziali” di Antonio Fiore - Ufagrà

La Galleria Vittoria, in Via Margutta 103 a Roma, inaugura giovedì 12 settembre, alle ore 18,00, la nuova stagione espositiva con la mostra personale dell’artista Antonio Fiore - Ufagrà  “Sinfonia di tempeste spaziali”, 18 opere tra acrilici e tecniche miste su tela e legno, allestita a cura di Tiziana Todi e Tiziano M. Todi.

Fiore-Antonio--Ufagrà

La Galleria Vittoria, in Via Margutta 103 a Roma, inaugura giovedì 12 settembre, alle ore 18,00, la nuova stagione espositiva con la mostra personale dell’artista Antonio Fiore - Ufagrà  “Sinfonia di tempeste spaziali”, 18 opere tra acrilici e tecniche miste su tela e legno, allestita a cura di Tiziana Todi e Tiziano M. Todi.

La mostra, scrive Andrea Baffoni, “intende evidenziare la produzione più recente di Antonio Fiore, relativa cioè al nuovo millennio, sancendone una volta di più il primato di artista della poesia cosmica, cantore del mistero indefinito di forme pure fluttuanti e debordanti - entro e fuori - dai limiti del quadro” compiendo così la sintesi delle esperienze artistiche iniziate, con lo pseudonimo di Ufagrà coniato per lui da Sante Monachesi di cui è stato allievo e amico, alla fine degli anni Settanta con i “Quadri - messaggio”, derivanti dalla poetica dell’arte “agravitazionale” concepita da Sante Monachesi, dove predominano le scritte “Pace” e “Amore” ed appare la contrapposizione tra Agrà, sinonimo di elevazione spirituale, e Degrà, sinonimo di violenza. Verso la fine degli anni Ottanta, Fiore avvia un duplice processo di approfondimento linguistico caratterizzato dal ricongiungimento delle forme cromatiche al disegno sovrapposto, secondo una libera reinterpretazione delle linee-forza, considerando l’intera superficie del quadro come “campo totale” pittorico, sottratto alle zone inizialmente lasciate bianche per poter fare meglio risaltare le scritte. Successivamente, con la serie dei “Quadri su legno sagomato” dà sostanza oggettiva alle forme dinamiche, inserendole al vivo nello spazio superando la “stesura piatta” attraverso l’illusione della tridimensionalità, arricchendo così il suo lessico con una pittura modulata da interventi a pois, a rigatino, a puntini che modulano la tessitura dei suoi paesaggi cosmici. Nella realizzazione delle “battaglie cosmiche”, preludio delle “sinfonie di tempeste spaziali”, inserisce nei quadri l’acciaio che, come sottolinea Giorgio Di Genova, “ è imitativo, mimetico delle macchie di colore e della piattezza delle campiture. E’ un riferimento mimetico, simbolico. Dà l’idea delle navicelle cosmiche e le frecce colorate con l’acciaio diventano armi con la punta. Assume il ruolo di durezza come le armi tra i colori. E’ acciaio specchiante così da far diventare più ambigua la percezione: in un dentro/fuori, per un gioco percettivo visivo di andata e ritorno”.

Il catalogo dell’esposizione, che resta aperta fino al 29 settembre con orario dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, si avvale dell’introduzione di Tiziana Todi, e dei testi di Andrea Baffoni e Francesca Duranti e delle testimonianze di Simona Cigliana e Giorgio Di Genova.

Alberto Esposito

Pubblicato in Arte

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