La street art per raccontare 'La leggenda dei cieli'

La street art per raccontare 'La leggenda dei cieli'
Il Museo dell’Aria e delle Spazio di Le Bourget, a qualche chilometro da Parigi, celebra il suo centenario con una serie d’iniziative. 
Tra queste una in collaborazione con l’artista urbano C215, uno dei più noti mondialemente: una caccia al tesoro, dalla stazione ferroviaria RER al museo, durante la quale le persone potranno scoprire una quarantina di opere dipinte nelle strade di Le Bourget e negli spazi del museo. 
Una serie di ritratti di figure di riferimento nella storia dell’aeronautica e dell’aerospaziale, da Clement Ader (1841-1925), l’inventore francese, che nel 1882 costruì un primitivo aeroplano, l’Éole, a Caroline Aigle (1974-2007), la prima donna francese pilota di caccia, diventata comandante di squadrone nel 2005; da Charles Lindbergh (1902-1974), primo pilota ad attraversare nel maggio 1927 il Nord Atlantico, da solo e senza sosta, a bordo Spirito di Saint Louis, a Yuri Gagarin (1934-1968) pilota russo e astronauta, che il 12 aprile 1961, nella capsula Vostok 1, compì il primo viaggio nello spazio in orbita attorno alla Terra. Senza dimenticare Leonardo da Vinci che construí la prima macchina volante, dall’aspetto simile a quello di un elicottero, il cui genio rimane fonte d’ispirazione per tutti i pionieri dell’aviazione.
Il progetto La leggenda dei cieli nasce dall’incontro di tre storici di formazione: Anne-Catherine Robert-Hauglustaine, direttrice del museo, Yannick Hoppe, sindaco di Le Bourget e l’artista Christian Guémy, alias C215. Insieme hanno scelto i personaggi da rappresentare e dove, creando un vero dialogo tra le opere e il tessuto urbano. Un percorso che dalla stazione ferroviaria si articola nella città per terminare al museo. Un’iniziativa artistica dall’aspetto pedagogico e che arricchisce allo stesso tempo il decoro cittadino. L’artista non ha voluto imporsi, ma permettere al passante di scoprire, di lasciarsi sorprendere trovando il ritatto di un aviatore o di uno scienziato su una cassetta delle lettere o nella piazza del mercato. 
Tra i quasi 40 ritratti dipinti, non tutti segnalati sulla mappa - disponibile al museo e in diverse parti della città - proprio per creare l’effetto sorpresa, una decina è visibile al Museo dell’Aria e dello Spazio, il luogo perfetto per celebrare la diversità delle figure chiave che hanno costellato la storia dell’aeronautica e dell’avventura aerospaziale: Antoine de Saint-Exupéry, Louis Blériot, i fratelli Montgolfier o gli astronauti Neil Armstrong, comandante della missione americana Apollo 11, che 50 anni fa, il 20 luglio 1969, ha messo piede sulla Luna pronunciando la frase ormai storica "È un piccolo passo per l’uomo, ma un grande passo per l’umanità"; ai contemporanei Claudie Haigneré e Thomas Pesquet, e altri ancora. 
La caccia al “ritratto” si è aperta il 25 settembre. Il progetto La leggenda dei cieli è un vero tributo agli aviatori e gli astronauti, uomini e donne, che sono partiti a conquistare lo spazio. Il percorso crea delle connessioni tra il mondo terrestre e lo spazio; tra passato, presente e futuro; tra l’immaginario e il reale. Un viaggio nella storia aeronautica e aerospaziale alla scoperta di questi avventurieri e avventuriere.
Spiegare le ali, raggiungere il cielo, toccare le stelle! L’uomo ha da sempre cercato con tutti i mezzi di volare e di andare sempre più in alto, e ancora di più. Attraverso la sua ricca collezione di aeromobili, aerostati, modellini, uniformi, fotografie, stampe, poster e oggetti d’arte, il Museo dell’Aria e dello Spazio ripercorre quest’incredibile racconto. Ogni oggetto esposto rivela una panoramica di questa grande avventura dove uomini e donne, superando i propri limiti, con passione e determinazione, hanno contribuito a scrivere la storia dell’Umanità.
Infine, nell’ambito del progetto Le leggende dei cieli, all’interno del museo, il pubblico scopre il dietro le quinte della creazione dei ritratti realizzati da C215: dalla genesi del progetto all’esecuzione. Sono esposte le foto di C215 al lavoro, diversi oggetti della sua collezione, alcuni stencil usati per le sue opere, oggetti personali appartenuti ai personaggi ritratti e un video in cui l’artista di strada spiega il suo lavoro.
La mostra sarà visitabile al museo fino al 25 marzo 2020 e nelle strade di Le Bourget fino a quando il tempo o l’azione dell’uomo non avranno deteriorato i ritratti di Christian Guémy. 
 
Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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