Leonardo da Vinci in Francia. Sulle tracce del suo viaggio dopo cinque secoli

Leonardo da Vinci in Francia. Sulle tracce del suo viaggio dopo cinque secoli
In occasione del 500° anniversario del viaggio di Leonardo da Vinci in Francia, un'esposizione presso l’ambasciata d’Italia a Parigi celebra il genio toscano, proponendo alcune opere principali della sua scuola e la sua magnifica Scapigliata.

La mostra Leonardo in Francia. Il maestro e gli allievi 500 anni dopo la traversata delle Alpi. 1516 – 2016, è aperta gratuitamente al pubblico fino al 20 novembre, sotto l’Alto Patronato dei presidenti della Repubblica italiana e francese, e in partenariato con Generali, Leonardo-Finmeccanica e Prada.

«Un progetto molto articolato, che ha richiesto un anno di lavoro», spiega S.E. Giandomenico Magliano, ambasciatore d’Italia in Francia. «I visitatori della mostra scopriranno i molteplici aspetti d’una ricostruzione storico-artistica e i confronti iconografici che sono il preludio a nuovi e affascinanti studi.»

Nel 1516, a 64 anni, Leonardo da Vinci lasciò la Città Eterna, attraversò le Alpi a dorso di mulo, e raggiunse il castello di Clos Lucé, messo a sua disposizione dalle suo nuovo mecenate: il re Francesco 1°. Nelle sue cartelle portò via le note e disegni di tutta una vita e tre delle sue tele più famose, oggi conservate al Louvre: la Gioconda, “la Vergine, Gesù e Sant’Anna”, e San Giovanni Battista.

Il percorso espositivo propone una visione comparata delle opere di Leonardo da Vinci e dei suoi più stretti allievi (Francesco Melzi, che lo seguì in Francia, e Gian Giacomo Caprotti detto Salai, che si recò ad Amboise durante il soggiorno francese del suo maestro), presentando il capolavoro di Leonardo Volto di donna, detta La Scapiliata, proveniente dalla Galleria di Parma (complesso della Pilotta), lungo un percorso con riferimenti ai tre dipinti portati in Francia da Leonardo. Inoltre, l’esposizione illustra – sulla base di studi inediti del Louvre e di documenti originali – la ricostruzione dell’itinerario da Roma a Amboise, attraversando le Alpi al Moncenisio.

L’opportunità unica (dato che l’esposizione non sarà replicata ndr.) per conoscere gli ultimi tre anni della vita del genio toscano, anni della maturità presso la protezione di Franesco 1° che ospitandolo gli aveva garantito che sarebbe stato «libero sognare, di pensare e lavorare».

Un allestimento particolare per una mostra evento, in un decoro magnifico qual è l’Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville, sede dell’ambasciata italiana, in cui le opere non sono apposte sui muri ma bensi presentate come “sospese nell’aria”, dando loro una terza dimensione e la possibilità di curiosare dietro la tela, per non nascondere nulla al visitatore.

L’esposizione à arricchita dall’edizione di un magnifico catalogo in doppia lingua (italiano/francese) edito da Skira, che approfondisce le tematiche affrontate lungo il percorso espositivo grazie ai contributi di noti studiosi e esperti d’arte.

Morto nel 1519 e sepolto in terra francese, ad Amboise, Leonardo da Vinci rimane una delle figure maggiori che incarnano i legami così stretti che uniscono l'Italia alla Francia e uno dei più grandi spiriti della storia dell'umanità.

Questo “regalo ai parigini”, come l’ha definito l’ambasciatore, nato dalla collaborazione con il Louvre e con i primari musei italiani, si colloca nel quadro delle azioni di diplomazia culturale italiana per la promozione del patrimonio artistico ed esprime l’impegno a valorizzare la cultura comune dell’Italia e della Francia in una dimensione europea. 

«Con quest’esposizione – ha concluso Magliano – abbiamo voluto rendere un omaggio italiano a Parigi e ai francesi, nella speranza che possa affermarsi in questo XXI° secolo quello che l’opera e l’insegnamanto di Leonardo hanno fornito come esempio, ovvero, la cultura e la scienza come vettori d’elevazione spirituale e di dialogo tra i popoli e come fattore d’innovazione e di crescita dei nostri paesi.»

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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