Libero De Libero e gli artisti della Cometa

La mostra Libero De Libero e gli artisti della Cometa ripercorre la straordinaria esperienza di De Libero alla guida della galleria “La Cometa”, esponendo 40 opere di artisti da lui sostenuti e lanciati, che oggi appartengono alla collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale (Roma, 29 Gennaio - 27 Aprile). 

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La mostra Libero De Libero e gli artisti della Cometa ripercorre la straordinaria esperienza di De Libero alla guida della galleria “La Cometa”, esponendo 40 opere di artisti da lui sostenuti e lanciati, che oggi appartengono alla collezione permanente della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale (Roma, 29 Gennaio - 27 Aprile). Proprio nel corso degli anni Trenta, infatti, la collezione veniva incrementata con un nutrito numero di acquisizioni così da offrire un panorama ben esaustivo dell’arte italiana. Completano la selezione, una serie di ritratti di Libero de Libero, eseguiti dai più importanti artisti del Novecento e provenienti da collezione privata. Accanto alle opere, un nucleo di inediti materiali d’archivio, provenienti dalla Quadriennale, che di recente ha ricevuto dagli eredi di De Libero il suo fondo privato, non ancora accessibile al pubblico per la consultazione.

Al terzo piano del museo, si apre al visitatore un percorso tra dipinti, sculture, disegni di artisti che esposero negli anni alla Cometa, quali Afro, Milena Barilli, Giuseppe Capogrossi, Giovanni Colacicchi, Felice Casorati, Ferruccio Ferrazzi, Nino Franchina, Guglielmo Janni, Carlo Levi, Giacomo Manzu', Roberto Melli, Fausto Pirandello, Gino Severini, Alberto Ziveri. È una campionatura significativa - attraverso capolavori riconosciuti e opere inedite o poco note della collezione - che ben rappresenta l’arte alla quale De Libero era interessato, perlopiù a una certa distanza dagli ambienti ufficiali, capace di autonomia di ricerca e aperta al confronto con gli stimoli che provenivano anche da altri paesi, sempre in rapporto dialettico con i valori della tradizione nazionale.

In tre anni di attività (1935-1938), sotto la guida di De Libero e grazie al sostegno della fondatrice, la mecenate Mimì Pecci Blunt, “La Cometa” diventa un autorevole centro di produzione espositiva ed editoriale: trentasei mostre a Roma nei locali in Piazzetta Tor de’ Specchi, una succursale a New York e un’altra a Parigi pronta ad aprire i battenti, una collezione di opere inedite di scrittori italiani con edizioni speciali arricchite dai disegni di artisti. La Cometa arriva a influenzare le scelte delle Biennali veneziane e delle Quadriennali romane, ma, invisa agli organi di regime, è costretta a chiudere con l’arrivo delle leggi razziali.

La mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale avviene in un momento di rinnovato interesse per la figura di De Libero, il cui studio è fondamentale per ricostruire la fitta rete di relazioni, non ancora del tutto sondate, tra artisti, poeti, scrittori che caratterizza la scena artistica italiana di lunga parte del Novecento, come del resto già evidenzia l’allestimento attuale del museo con la mostra “Legami e corrispondenze. Immagini e parole attraverso il ‘900 romano” (con catalogo sempre di Palombi Editori).

La collaborazione tra Roma Capitale e la Quadriennale di Roma, oltre a sottolineare il valore storico artistico della collezione capitolina, intende richiamare l’attenzione sulla importanza di mettere a disposizione del pubblico e degli studiosi le carte d’archivio esistenti su Libero De Libero. Presupposto fondamentale di questo servizio alla collettività è l’inventariazione del fondo archivistico Libero De Libero, per la quale si dichiara sin d’ora aperta la ricerca di risorse presso istituzioni pubbliche e privati. Le prime esplorazioni del fondo, rese necessarie dalla preparazione della mostra, hanno confermato lo straordinario interesse del nucleo documentario. Il cuore è costituito dal carteggio tra De Libero e oltre mille corrispondenti, che, sin dalle prime saggiature, promette di rivelare una miniera di informazioni: scambi di impressioni, opinioni e valutazioni sull’arte in generale e sui singoli artisti, così come le confidenze più intime, i racconti personali, il reciproco sostegno esistenziale, la condivisione del lavoro e la consapevolezza di formare “una tribù di angioli superstiti”.

 
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