Linguaggi dell'Arte Cinetica Italiana al MAC di Lima

Ritmostruttura B.N.R. 1”, 1964, acrilico su tela cm. 100x150 Ritmostruttura B.N.R. 1”, 1964, acrilico su tela cm. 100x150 Francesco Guerrieri
Una selezione di opere dei  più importanti autori italiani della corrente artistica dell'arte cinetica sarà inaugurata 16 ottobre nel MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Lima con il titolo “Ojo movil. Lenguajes del arte cinético italiano 50-70”

Una selezione di opere dei  più importanti autori italiani della corrente artistica dell'arte cinetica -  sviluppata in tutta Europa negli anni ’50-’70 del Novecento e che la critica attuale tende ad usare unitamente al termine “programmata” perché frutto di una ricerca sviluppata sulla elaborazione di opere basate sul movimento (anche virtuale nel quale il cinetismo si attua a livello di effetti meramente ottici indotti nello spettatore) e sul principio che le “operazioni” devono essere guidate da un progetto rigoroso e da un metodo di tipo scientifico - sarà inaugurata il 16 ottobre nel MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Lima con il titolo “Ojo movil. Lenguajes del arte cinético italiano 50-70” (Avenida Grau, 1511 Barranco, fino al prossimo 5 gennaio con orario dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18).

La mostra “Occhio mobile” ("Ojo movil" in spagnolo), propone 50 opere (collages, video, sculture ed altri oggetti) realizzate da 24 artisti chiave dell’arte ottica e cinetica italiana (Edoer Agostini, Getulio Alviani, Giovanni Anceschi, Marina Apollonio, Mario Ballocco, Antonio Barrese, Alberto Biasi, Davide Boriani, Ennio Chiggio, Gianni Colombo, Toni Costa, Franco Castalonga, Gabriele Devecchi, Lucia Di Luciano, Lia Drei, Franco Grignani, Francesco Guerrieri, Edoardo Landi, Enzo Mari, Manfredo Massironi, Marcello Morandini, Bruno Munari, Giovanni Pizzo e Grazia Varisco), artisti che condivisero la scena sia in forma individuale sia attraverso raggruppamenti come i membri del "Gruppo T", del “Gruppo N” e del “ Gruppo 63”.

Artisti che hanno prodotto “oggetti cinetici che possono essere manipolati, con l’intervento manuale o meccanico, oppure opere che danno l'impressione di movimento a seconda del punto di vista di colui che l’osserva consentendo all'arte cinetica di oltrepassare l’arte plastica ed irrompere nel cinema, la moda, l'arredamento e tutto ciò che ha a che fare con il visivo”.

Nell’ambito della mostra  sono in esposizione anche dieci abiti del maestro Fausto Sarli frutto di sperimentazioni di quegli anni che mostrano le connessioni tra arte e moda.

Per la curatrice Micol Di Veroli, l'arte programmata e cinetica italiana "nasce con l'obiettivo d’opporsi  alle composizioni fisse e definitive, ottenendo, in questo modo, un insieme mutevole sia fisico che concettuale. Questo produce opere aperte e programmate, dove gli elementi si organizzano d’accordo con un'ipotesi predestinata. Quella programmazione è a sua volta libera, dato che prevede una trasformazione ed un spostamento che possono realizzarsi più o meno dentro un quadro temporaneo imprevedibile con varianti parzialmente controllate per l'autore. L'arte cinetica e programmata considera allora la realtà come continuo divenire di fenomeni che l'essere umano percepisce nella sua variazione."    

Il progetto, realizzato a Roma dalla “Glocal Project Consulting” in collaborazione con “ALTAROMA” e “10 A.m. Art”, è stato allestito in  Perù grazie al sostegno dell'Ambasciata dell'Italia, dell'Istituto Italiano di Cultura di Lima e del MAC stesso. 

Pubblicato in Arte
Alberto Esposito

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Lazio da Marzo 2004.
Si occupa di montaggio, postproduzione, dirette televisive, registrazioni in studio, editing audio e video.
Collabora ed ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Italia Sera, La voce e Il Romanista

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