Lo scandalo del Bello - Collettiva al Teatro dei Comici di Roma

Un’opera d’arte, per essere tale, deve rispondere al requisito della “bellezza? Il suo contenuto deve essere cioè necessariamente “bello” ed esprimere un ideale di bellezza identificata nel soggetto raffigurato? Ma cosa è bello o brutto?

scandalo-del-bello

Un’opera d’arte, per essere tale, deve rispondere al requisito della “bellezza? Il suo contenuto deve essere cioè necessariamente “bello” ed esprimere un ideale di bellezza identificata nel soggetto raffigurato? Ma cosa è bello o brutto? Uno scorcio paesaggistico o una piazzetta di un paese possono essere belli per qualcuno e insignificanti o addirittura brutti per altri. E come definire le opere che propongono immagini apparentemente estranee al mondo della natura ma che rispettano il significato della parola “arte”, ossia artificio, fuori della natura e fatto dall’uomo?

La risposta può essere trovata nella mostra allestita a Roma, con il titolo “Lo scandalo del bello”, da Carla Mazzoni nel foyer del Teatro dei Comici (Palazzo Santa Chiara - Piazza Santa Chiara 14, aperta fino al 12 luglio con orario dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 13,30). E’ una selezione di opere realizzate da undici artisti rappresentativi dei fermenti artistici che hanno caratterizzato il Novecento (Ennio Calabria, Fabrizio Clerici, Franco Ferrari, Stefania Lubrani, Giacomo Manzù, Alfio Mongelli, Mario Moretti, Felice Pedretti, Claudio Perri, Piero Fornai Tevini e Giulio Turcato) raccolte con l’intento di dimostrare come il “bello” sia ancora presente nell’Arte non più come bellezza tout court, ma come “concetto” del Bello. “Il sogno del bello”, titolo del testo in catalogo di Robertomaria Siena, è rintracciabile nelle opere di Clerici, di Pedretti, di Tevini, di Manzù, di Mongelli, di Turcato, mentre in Perri e Lubrano “la bellezza passa attraverso il gusto della sperimentazione e dell’alchimia”. Il “Senso del Bello”, di cui scrive Carla Mazzoni in “Testimoniare con la pittura il presente”, nasce in opere in cui “la forma si determina assecondando il ‘rutto’ dell’inconscio, come accade nei dipinti di Calabria, Ferrari, Moretti”. Il catalogo della mostra, inaugurata dall’on. Dario Nanni, consigliere al Comune di Roma, oltre ai testi di Carla Mazzoni e di Robertomaria Siena e alle immagini delle opere in esposizione, contiene la poesia “La bellezza” di Angelo Sagnelli.  

Alberto Esposito 

Pubblicato in Arte

Fotonews

Terza dose di vaccino per Giorgio Parisi

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI