Lorenzo Mattotti |La sua prima retrospettiva in Francia

Vanity Fair Styliste: Moschino 1989 Vanity Fair Styliste: Moschino 1989 © Lorenzo Mattotti
È la storia di una promessa mantenuta. Da oltre 30 anni Michel-Édouard Leclerc, presidente della grande catena francese di supermercati Leclerc, segue l’opera di Lorenzo Mattotti: un viaggio introspettivo, una ricerca artistica fuori dalle mode. Per i suoi lavori sognava uno spazio che fosse all’altezza del suo talento. E il momento è arrivato.

Dal 6 dicembre al 6 marzo, presso l’ex convento dei Cappuccini di Landerneau (Bretagna), il Fondo Hélène&Édouard Leclerc per la cultura, presenta l’esposizione INFINI di Lorenzo Mattotti.

Le pitture e i disegni di quest’artista bresciano hanno illustrato le copertine molte testate della stampa europea e americana: Télérama, Paris Match, Vanity Fair, Glamour, The New Yorker. I più grandi festival di cinema (Cannes, Napoli…), gli editori più famosi e musicisti come Lou Reed, René Aubry e Jean-Jacques Goldman, hanno fatto appello al suo talento di disegnatore per i loro libri, i loro manifesti, i loro album.

Ognuno dei suoi fumetti lasciato il segno, nel mondo dell’editoria e dell’arte. Mattotti ha messo la sua matita al servizio dei grandi testi della letteratura moderna (Edgar Allan Poe, i fratelli Grimm, Carlo Collodi, Mark Twain, R.L. Stevenson, Dino Buzzati e Henri Michaux ), illustrandoli con un grande senso del particolare e del colore. Un stile talvolta cinematografico che lo ha portato a collaborare con registi quali Wong Kar-wai, Michelangelo Antonioni e Steven Soderbergh.

In tutti questi anni i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo, decine di esposizioni gli sono state dedicate in Europa e negli Stati Uniti, ma in Francia, dove Lorenzo Mattotti vive, non aveva mai ricevuto un omaggio. Una mancanza alla quale Michel-Édouard Leclerc ha voluto “rimediare” con l’esposizione INFINI per mettere sotto la giusta luce il lavoro di quest’artista la cui eleganza e purezza del tratto si fondono in una trasparenza e profondità del colore, per descrivere il mondo, reale o immaginario, in tutti i suoi molteplici aspetti, contraddizioni e misteri.

Taccuini, disegni, progetti di manifesti o d'illustrazioni, tavole originali: una raccolta di circa 300 opere famose o inedite, che nell'esposizione ai Cappuccini di Landerneau permettono al visitatore di percorrere i vari capitoli di un grande viaggio introspettivo sotto il segno dell'immaginario, dell'arte della composizione e del potere espressivo del colore. La scenografia, ideata da David Rosenberg, commissario dell'esposizione (e Lucas Hureau, commissario associato), in stretta collaborazione con l'artista, offre uno sguardo attento su Mattotti, attraverso una nuova lettura del suo percorso artistico.  

Lo spazio espositivo, che rappresenta un nuovo polo culturale in una delle zone più belle della Francia, nasce dalla volontà di riqualificare qualititivamente la cittadina di Landerneau – celebre per il Pont de Rohan, ponte abitato sul fiume Élorn, una  tappa da inserire in programma per un viaggio oltralpe durante le vacanze natalizie - trasformando il primo supermercato Leclerc in un luogo modulabile per proporre delle esposizioni innovative, per la selezione degli artisti e per la modalità della fruizione dell’esposizione. Il maxi locale creato nell’ex convento dei Cappuccini prima dell’esposizione INFINI di Lorenzo Mattotti ha ospitato le opere di Alberto Giacometti, Jacques Monory, Dubuffet, Joan Miró, Yann Kersalé, Gérard Fromanger e una mostra dedicata alla nona arte, il fumetto, dal titolo 1975-1997 la bande dessinée fait sa révolution. 

 

 

Fonds Hélène&Édouard Leclerc 

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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