L'orrore sotto la pelle della donna: il corpo femminile tra scienza, arte e sacro

L'orrore sotto la pelle della donna: il corpo femminile tra scienza, arte e sacro Pagina Facebook evento "Sante, Madri & Afroditi"
Si è svolto domenica 16 dicembre a partire dalle ore 19 e con notevole affluenza di pubblico, presso la Galleria d’arte Mirabilia di Giano del Bufalo a Roma – in via di S. Teodoro 14 – la conferenza “Sante, madri e Afroditi. Seduzione e dissezione del corpo femminile” dell’autore, curatore sul web e collezionista Ivan Cenzi. 

Tra naturalia come pietre preziose, bizzarri animali mummificati, fossili e artificialia come mostri ricavati da parti animali e oggetti di produzione artigianale è assicurata, oltre alla sorpresa di trovarsi in una location che ricorda da vicino le Camere delle Meraviglie rinascimentali, anche la qualità stravagante e provocatoria della conferenza ospitata dalla wunderkammerdi Giano del Bufalo. È qui che Ivan Cenzi, da sempre stimolato dalla necessità impellente di ridare valore al diverso, al difforme e al mostruoso e convinto che anche ciò che più ci spaventa nasconda una sua bellezza da cogliere, ha affrontato un tema di ricerca che va disegnando un fil rouge dal Cinquecento all’Ottocento lungo un percorso storico-artistico condotto sulle tavole anatomiche: in poche parole, la fantasia e l’erotismo della dissezione del corpo femminile. 

Cenzi è interessato a trattare la donna come simbolo: di seduzione da una parte e di salvezza dall’altra. Con l’ausilio di un proiettore si è potuto veder bene come immagini di tavole anatomiche di corpi maschili e femminili differissero tra loro: mentre nel primo caso è dissezionata gran parte del corpo e ben poco rimane dell’involucro costituito dalla pelle, nel secondo è spesso il basso ventre ad esser sezionato, lasciando intatte le parti superiori. Non solo, al volto della donna è sempre conferita un’espressione sensuale o di estasi. Non deve stupire: essendo le tre sfere principali della ricerca umana – scienza, arte e sacro – dominate da una plutocrazia di genere maschile, nell'affrontare il corpo della donna, l’uomo si è spesso sentito minacciato. Ecco allora che una delle strategie messe in atto per spogliare il simbolo del femminino del suo potente investimento seduttivo e tentatore fu proprio lo smantellamento di quel corpo ritenuto troppo pericolosamente affascinante.

In tempi come i nostri, in cui si deve misurare al millimetro l’arditezza delle parole e, purtroppo, si è spesso censurati di fronte a tematiche affrontate in modo poco ortodosso, il relatore si scherma grazie alle molteplici fonti che lo guidano nei vicoli più impensabili della sua ricerca. Accosta senza timore agiografia, ovvero quelle vite di santi che ispirano il desiderio di imitare la santità, alla pornografia, ispiratrice del ben più vivido piacere sessuale; punta l’attenzione sul più celebre tra i cliché degli illusionisti, ossia quello della donna segata in due, mostrando come un trucco a cui abbiamo fatto tutti l’abitudine sia la forma sclerotizzata di quell’“aprire Venere” di definizione Didi-hubermaniana e possa essere utilizzato perfino come atto politico; evidenzia come l’erotismo non si annulli nella distruzione facendo riferimento al principio della Discordia concors

Concludendo con un invito allo studio del simbolo – e cioè del mito e della narrazione che esso racchiude – la serata volge al suo termine, non prima tuttavia che si sollevi dal pubblico uno spunto di riflessione interessante: le Real Dolls, giocattoli sessuali simili a manichini o anzi bambole finemente realizzate per il piacere sessuale maschile, possono essere forse considerate delle nuove Veneri, testimoniando così che tutt’oggi vi sia bisogno di un surrogato di donna che spaventi meno di quella reale? 

Pubblicato in Arte

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