MANIFESTA_11 | Conto alla rovescia in attesa che apra il Padiglione della Riflessione

Locandina dell'evento Locandina dell'evento
E' la biennale d'arte contemporanea tra le più giovani in Europea e giunge, quest'anno, alla sua undicesima edizione, attirando da un capo all'altro del mondo un pubblico sempre più vasto.

 

Nella scena mondiale dell'arte questa biennale nomade, che esplora l'invenzione artistica e il suo impatto nel tessuto urbano, è uno degli appuntamenti assolutamente da non mancare. Curata dall'artista tedesco Christian Jankowski, Manifesta_11 inaugurerà a Zurigo, il 9 giugno 2016, e offrirà una selezione di opere incentrate sul tema: "What People Do For Money".

Berlinese d'adozione, Jankowski (Göttingen, 1968) si è formato all'Università di Belle Arti di Amburgo. Nel corso della sua carriera artistica, applicando al suo lavoro interazioni performative tra lui e gli altri ovvero tra l'arte contemporanea e il 'mondo esterno', le sue realizzazioni hanno coinvolto personaggi di fama e anche religiosi, arrivando persino a interagire con alcuni membri del Vaticano. Nel mettere in scena la sua opera ogni momento è stato registrato utilizzando formati multimediali di massa, dal cinema alla fotografia, dalla televisione ai giornali. Questa procedura ha conferito alla sua opera un certo fascino populista e, grazie a questa particolarità, il lavoro di Jankowski si è trasformato in una sorta di spettacolo che opera come riflessione sulla decostruzione e critica della società: "... l'arte si è trasformata in uno spettacolo e, di conseguenza, ne ha minato il suo potenziale critico..."

Spettacolo, dunque, e grande attesa per quella che sarà la principale piattaforma della Biennale ossia il "Padiglione della Riflessione", una vera e propria isola urbana galleggiante che sarà collocata al centro del lago di Zurigo. L'architettura vivrà sull'acqua lungo l'intero arco della durata della manifestazione. Il suo incipit progettuale è da ricondursi alla grande importanza che viene data alla "cultura del bagno pubblico", diffusasi in quest'area fin dall'antico impero romano. La balneazione nel lago è un must nel vissuto quotidiano della città, non solo momento di svago individuale ma esperienza comune condivisa dall'intera collettività. La città conta un'alta densità di aree pubbliche dedicate alla balneazione denominate Badis (Bagni), veri monumenti architettonici caratteristici del paesaggio urbano. La struttura, creata con la collaborazione di trenta giovani studenti di architettura provenienti dal Politecnico di Zurigo, sarà diretta dallo Studio Tom Emerson, e costruita seguendo un processo costruttivo collettivo che coinvolgerà il team degli studenti stessi. Ospiterà un cinema all'aperto integrato da una piscina e da un ristorante-bar, uno spazio che nelle ore diurne e notturne costituirà un nuovo punto di riferimento della città. Da qui saranno annunciati tutti gli avvenimenti artistici e le proiezioni serali mostreranno i filmati girati per il programma pubblico. Un luogo d'incontro, dunque, piattaforma d'educazione che inviterà la comunità a spogliarsi, e attraverso la "rimozione" degli status symbols porterà a incontri egualitari. Un posto dove sarà possibile passare il tempo abbinando attività fisica a ricerca intellettuale, un luogo aperto a partecipanti e visitatori, destinato ad accogliere momenti di riflessione e di dialogo, indagini e correlazioni tra il nostro io e le opere create per la Biennale. Contribuirà a rendere sperimentale questa edizione anche l'omaggio reso ai giovani architetti selezionati per merito (attraverso un concorso), invitati a partecipare nella consapevolezza di dover dimostrare quanto finora acquisito nello studio di una delle discipline più complesse, le cui idee, qui selezionate tra le migliori, daranno vita ad un progetto innovativo che vedrà la nascita di un oggetto architettonico brillare di luce collettiva e condivisa, non più riconducibile all'ego di una singola archistar. Architettura responsabile, dunque, in risposta alla discutibile tendenza odierna che vede costruire elitari edifici culturali dai costi sempre più faraonici. Il padiglione sarà interamente costruito in legno (ricollocabile) e, dall'inizio alla fine, vedrà il susseguirsi di squadre di studenti impegnati secondo una valutazione delle possibili "maestranze", che nella selezione dei lavori ha permesso di individuarne singole potenzialità, inserite in tal modo, già, nell'esercizio pratico della professione, secondo promettenti attitudini individuali.

 

La mostra, dislocata lungo il territorio urbano di Zurigo, interessa spazi insoliti quali un pastificio, una stazione di polizia e un impianto di trattamento delle acque reflue. Le opere, qui create e documentate in corso d'opera, produrranno filmati da proiettare sullo schermo del Padiglione. In tal modo, Jankowski ha voluto creare uno spazio neutro, lontano dalle influenze delle istituzioni. Isolato, il luogo appare "scollegato" dai posti di lavoro (al centro del tema dell'esposizione), ma a ricreare un ponte di congiunzione con quel quotidiano sono proprio le notti delle riflessioni che avranno luogo sull'acqua, su un padiglione privo di solide fondamenta, sottoposto alle intemperie atmosferiche, esposto al sole battente come anche lasciato al vento e alla pioggia. Ed è qui che le opere installate sulla terra ferma riecheggeranno amplificate da una straordinaria forza riflessiva. 

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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