Manifesta_11 | “human/alien”, performance di Roman Minin

Manifesta_11 | “human/alien”, performance di Roman Minin
Irrompe sulla scena artistica della biennale, durante la "tre giorni di anteprima". Un surreale personaggio si aggira tra il pubblico : il gigantesco "minatore" dell'ucraino artista Roman Minin, interpretando diverse performances, coinvolge i visitatori di Manifesta.

Le apparizioni temporanee di questo solitario e melanconico operaio delle miniere hanno provocato suggestive emozioni. L'evento sostenuto dalla Artvera’s Gallery Pop-Up (Ginevra), Patron di Manifesta, si è tenuto a Zurigo, dall'8 all'11 giugno 2016, raggiungendo il suo apice espressivo con una seducente installazione presso lo Zürcher Löwenbräu, una delle quattro sedi principali di Manifesta_11.

L'ex-birrificio, grande sito industriale convertito in centro culturale, ospita la mostra "Historical Exhibition: Sites Under Construction" curata da Christian Jankowsky. Lo stabilimento è distribuito lungo un vasto comparto urbano sulla cui superficie insistono architetture antiche e moderne. Qui, nell'incontro di epoche differenti, magistralmente convivono diversi linguaggi stilistici : nell'insieme architetture contemporanee sono intervallate a murature antiche. Tra le costruzioni si ergono giganteschi silos rivestiti d'acciaio e in memoria dell'antica fabbrica, datata 1897, spicca un antico comignolo di mattoni rossi.

Parzialmente riqualificato l'intero isolato è ancora interessato da lavori in corso. In particolare, un intervento di recupero investe un manufatto edilizio di cui, attualmente, sono visibili ossature primarie e tamponature in cemento faccia a vista. Il grande "scheletro" strutturale di cemento armato si erge imponente su un lato del piazzale centrale. Alludendo agli sventramenti provocati da violenti bombardamenti, come fosse una "carcassa urbana", il calcestruzzo e i tondini di ferro in vista rimandano allo spettro degli scheletri strutturali dei deserti cementificati delle città in guerra. I desolati interni di questo insediamento sono divenuti palcoscenico ideale per la performance di uno degli artisti più promettenti dell'Ucraina.

Roman Minin, ricostruendo un paesaggio ben noto alle popolazioni afflitte dalle guerre in atto, si è esibito inscenando una mostra-performance che ha interessato l'intero piano di questa surreale costruzione. Edificio semidistrutto o in ricostruzione? Simulando parallelamente scenari post-bellici, interessati ora da "lavori in corso", ha inverosimilmente ricostruito la fragilità del quotidiano "vivendo nel terrore". Seguendo uno straordinario percorso artistico Minin è in grado di suscitare fortissime emozioni. Proiettato nell'esistenza segnata dall'esperienza negativa della vita lavorativa -a rappresentare l'alienazione umana- lo spettatore è appeso al gracile filo della vita, prossimo alla morte. Lo spazio diviene, allo stesso tempo, metafora di una "prigionia" le cui radici sono radicate nella terra che ha dato i natali a questo giovane e talentuoso artista, la regione di Donetsk, caratterizzata dalla presenza di miniere.

Spiega Roman Minin: " Intorno a questo settore industriale la collettività ha sviluppato un proprio modo di vivere. Io sono nato in una famiglia di minatori e questa professione è diventata parte della mia vita. I minatori sono simbolo di lavoro duro ma anche di ricerca della luce nella vita. I miei "minatori" portano un messaggio globale perché ogni persona come un minatore estrae il significato della vita in se stesso e nel mondo che lo circonda".

Interpretando un enorme minatore, l'artista si muove nello spazio percuotendo un grande martello pneumatico. Con il diffondersi di musiche melanconiche, nel mentre di un'azione che cattura l'anima e porta via, l'inquietudine si appropria della mente e nel buio ansimando si va alla ricerca della luce. Le finestre, dalle sporche vetrate socchiuse, lasciano passare "esili" raggi di luce che illuminano polveri sottili e tenui aliti di vento sollevano nuvole di pulviscolo in aria. L'atmosfera si tenge di rosso e i raggi di luce dipingono frecce di sangue nello spazio. Sollevandosi nell'aria il colore rosso s'impossessa dell'ambiente e polverizza la vita umana. Retro-illuminate, lettere cirilliche incise sulle vetrate sporcate dalla fuliggine della miniera compongono i versi di un poema il cui racconto parla di sofferenza e paura. Come fossero segni di speranza, a trafiggere l'oscurità, sporadiche lame di luce bianca trapassano altre vetrate e fendono l'atmosfera di un quotidiano vissuto nell'abisso. Si ferma, si volta, guarda lo spettatore e lo punta. Accade tutto in un istante e quella lontana figura impacciata che aveva evocato dolcezza, tenerezza e pena, man mano che si avvicina diviene minaccia. Angoscia, e in un solo momento si cade preda del terrore. Immediatamente si comprende cosa significhi vivere ogni attimo della propria esistenza prigionieri dell'oscurità e del terrore della guerra. Lavoro, vita e morte: il conflitto è centrale. Privati della luce naturale -elemento che rappresenta il venire alla vita- i minatori vivono l'arco di un'intera giornata nelle ombre. La luce diviene in questo lavoro artistico un elemento naturale "oscurato" da molteplici fattori, reali o metaforici.

 

Roman Minin, figura centrale nella scena artistica ucraina, è nato nel 1981 a Dimitrov (Donetsk). Pittore, grafico e fotografo, è autore di performance e installazioni. Organizza festival di Street Art e i suoi sono spesso eventi molto anti-conformisti. Fondatore del movimento "Transmonumentalism", è stato uno degli organizzatori di "Donetsk : Artifacts" (2012), progetto inserito nel programma Isoliatsya, una piattaforma culturale di riferimento dell'arte contemporanea dell'est europeo. Presenti le sue opere in collezioni pubbliche e private. Vive e lavora a Kharkov. (info : http://www.artveras.ch/exhibitions)

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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