Memorie Urbane 2015 | L’arte sempre più senza confini

Agostino Iacurci/ Arce Agostino Iacurci/ Arce Dante Corsetti
La quarta edizione di Memorie Urbane è la conferma che questo festival di street art si sta delineando come il più articolato e importante in Italia.

Per l’appuntamento del 2015 la manifestazione supera i confini laziali e arriva in Campania, nella città della Reggia, Caserta. Un programma ricchissimo di eventi che coinvolgerà 40 artisti, 7 città, 3 province e 2 regioni.

Da marzo a giugno, Gaeta, Terracina, Fondi, Arce, Latina, Priverno, Caserta saranno lo scenario di questo imponente “laboratorio artistico en plein air” -  degno delle principali capitali europee.  

“Da sempre l’obiettivo principale è stato quello di trasformare le zone più trascurate delle città in un museo a cielo aperto, accessibile a tutti”, afferma Davide Rossillo, ideatore del festival e presidente dell’associazione  Turismo Creativo, che continua. “Portare l’arte contemporanea nelle strade e metterla in contatto con il territorio, per stimolare un processo di interazione e contaminazione reciproca. L’arte come strumento per riscoprire le nostre città e ridare nuovo risalto a spazi che sono solitamente abbandonati e privi di una qualificazione.”

40 sono infatti gli ospiti provenienti da 13 paesi e 3 continenti: Italia, Lituania, Inghilterra, Polonia, Spagna, Norvegia, Portogallo, Grecia, Germania ma anche Brasile, Argentina, Russia, Cina e Stati Uniti, di cui la metà non ha mai dipinto in Italia.

I loro nomi sono tra i più importati delle scena internazionale dell’arte urbana quali il poker tedesco costituito da 1010, ALIAS, Ecb Hendrik Beikirch, Case Maclaim;  i “cugini” d’Oltralpe Shaka, Kan, Levalet, Jana e J’s, Ella, Pitr e MTO, tra gli artisti più controrversi del momento. E ancora dall’Inghilterra atterra David Walker, e per la prima volta in Italia anche Adomas Žudys / AWK (Li; tuania), Apolo Torres (Brasile) , Bezt(Polonia) ,Pichiavo (Spain) Doa (Spain) , Ino (Grecia) , Milu Corech (Argentina) , Sainer(Polonia) e Stein (Norvegia). Mentre dalla Spagna arrivano Btoy, Axel Void e Pablo S Herrero; dal Portogallo, Eime e Frederico Draw; Ernest Zacharevic dalla Lituania e Natalia Rak dalla Polonia. Dall’Argentina il graditissimo ritorno di Bosoletti, Pastel e Elian; dalla Norvegia Strok. E non finisce qui, Martha Cooper dagli Stati Uniti, Alexey Luka dalla Russia e Daleast dalla lontana Cina. Memorie Urbane valorizza molto anche gli artisti del Bel Paese, a quest’edizione interverranno Vesod, Pixel Pancho, 108, Eduardo Tresoldi, Fra Biancoshock e Millo.

Le fotografie dei muri dipinti da tutti questi nomi fanno quotidianamente il giro del mondo grazie ai sociale network, ma prima della Rete è stata l’opera di grandi fotografi a testimoniare il nascere e lo sviluppo di questo genere artistico, a cui spesso le etichette stanno strette.

Per questo motivo è stato inserito in programma la mostra imperdibile di Martha Cooper, che si terrà nella Pinacoteca di arte contemporanea Giovanni da Gaeta, dal 29 marzo al 17 maggio. La fotografa americana - riferimento della scena artistica underground new yorkese - ha seguito il movimento dell’arte in strada sin dalle sue origini negli anni ‘70. Attraverso i suoi bellissimi e vibranti scatti in bianco e nero e a colori, le giovani generazioni, e non solo, potranno conoscere i primi passi mossi dai pionieri dell’arte urbana e il contesto di riferimento.

Ma proprio perché oggi lo scambio d’immagini attraverso i social network è parte del nostro quotidiano, che il festival si arricchisce proponendo alcune applicazioni per smartphone. Quest’anno con l’app Urbacolors dei francesi urbamedia (scaricabile su App Store e Google Play), sarà possibile geolocalizzare i muri e un’altra importante collaborazione con Techmoving e il suo sistema KoinArt, permetterà – appoggiando lo smartphone vicino alla targa esplicativa delle opere grazie a un microchip inserito all’interno di questa - d’avere accesso a una serie d’informazioni supplementari.

Il festival, noto ormai per aver portato l’arte urbana a Gaeta e Terracina, le prime città che hanno aderito all’iniziativa, si muove in continuità con il patrimonio storico, artistico e naturale del territorio e lo sottolinea anche nel nome che ci si è scelti: Memorie Urbane, che rievoca quanto la “memoria” sia considerata fondamentale come punto di partenza, pur in un processo innovativo proiettato verso il futuro. 

Memorie Urbane diventa a pieno titolo una vera carta da visita per il turismo italiano, che oltre le bellezze  naturali e storiche dello Stivale, si arricchisce di un nuovo patrimonio artistico urbano.  

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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