Migliaia di persone in piazza Duomo a Milano per l'ultimo saluto a Dario Fo

Dario Fo nel 1960 Dario Fo nel 1960 foto Carlo Riccardi
Sulle note di “Bella Ciao” suonata dalla banda degli ottoni si è conclusa la cerimonia laica per i funerali di Dario Fo, scomparso il 13 ottobre 2016 all’età di novant’anni.

La pioggia battente non ha fermato le migliaia di persone che hanno voluto essere presenti in piazza Duomo. Prima che cominciasse la cerimonia il pubblico hanno cominciato a gridare il suo nome: “DARIO, DARIO”. Le grida sono state seguite da applausi. Dopodiché dagli altoparlanti è partita una fra le canzoni di Dario Fo: Stringimi forte i polsi

Nella piazza gremita a ricordare il premio Nobel è stato per primo Carlo Petrini, il quale ha sottolineato la simbiosi fra l’artista e le sue battaglie politiche. Poi Jacopo Fo che ha ricordato anche la madre Franca Rame. 

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e amico di vecchia data di Dario Fo ha ricordato il premio Nobel 1997 scomparso sottolineando il fatto che nella sua vita arte e politica sono state inscindibili. “Molte persone oneste e sincere hanno tenuto a sottolineare la differenza tra artista, genio straordinario e la politica come se le due cose fossero inscindibili - ha detto - credo che sia impossibile e non sia giusto: e ben lo sapevano quei sovversivi dell’accademia svedese che gli assegnarono il Nobel con una sintesi perfetta: `dileggia il potere e restituisce dignità agli oppressi´”. 

“Può succedere che la gente senza potere, che non ha nulla da perdere, il potere possa prenderlo». Lo ha dichiarato Jacopo Fo ricordando l’insegnamento del padre Dario Fo, e della madre Franca Rame nel corso del suo intervento al funerale laici. “In scena c’era la loro vita, non era la semplice capacità istrionica. La gente amava Dario e Franca per questo, non perché erano bravi attori, ma perché hanno visto qualcuno che c’era veramente. Nonostante quello che hanno fatto loro, non hanno mai piegato la testa”. ha aggiunto.  

Alle 11.00 del 15 ottobre 2016 era stata chiusa al Piccolo Teatro Strehler di Milano la camera ardente e il feretro era uscito dal teatro fra gli applausi. Il corteo, colorato dagli ombrelli di parenti, amici, comuni cittadini e numerosi giornalisti, ha percorso lentamente il cuore della città accompagnata dalla musica della banda degli Ottoni a Scoppio, come già avvenuto nel 2013 ai funerali di Franca Rame e di Enzo Jannacci. Poi di fronte al Castello Sforzesco giù per via Dante - la strada pedonale che unisce i luoghi storici di Milano - piazza Cordusio, piazza Mercanti e infine piazza Duomo.

Nel capoluogo lombardo quella del 15 ottobre 2016 è stata giornata di lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta.

 

Pubblicato in Arte

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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