Monumenta 2016, al Grand Palais "trionfa" Empires

Monumenta 2016, al Grand Palais "trionfa" Empires
L'annuale appuntamento, dal 2007, ha luogo nel cuore di Parigi, all'interno dello storico edificio, e per questa edizione a confrontarsi con la grande navata chiama l'artista cinese Huang Yong Ping.

Nato nel 1954, l'artista è una figura centrale nella scena dell'arte contemporanea cinese, fondatore negli anni '80 del movimento Dada Xiamen. E' protagonista di azioni molto radicali, coltiva il gusto dell'esagerazione e sfida l'assurdo. La sua ricerca affrontando le maggiori problematiche del nostro tempo esplora conflitti economici, religiosi e climatici. Artista di tutti gli eccessi mette in opera provocatori lavori artistici, spesso, dalle dimensioni monumentali, i cui contenuti minano le certezze della nostra società. Irrompe sulla scena artistica con impressionante potenza. Dal 1989 vive e lavora in Francia, a Ivry-sur-Seine.

All'interno del Grand Palais -architettura costruita per l'Expo del '900, a rappresentare l'allora progresso industriale- la gigantesca installazione realizzata per Monumenta2016 mette in discussione l'odierna potenza produttiva. Ricostruendo il panorama usuale di uno scalo portuale l'artista innalza otto "isole" come fossero montagne. Sono piattaforme chiamate a simboleggiare il potere industriale, qui, formate da numerosi containers impilati e affiancati l'uno all'altro. Ogni elemento è contraddistinto da un colore differente ed è marchiato con l'acronimo che identifica una delle grandi società di trasporti. Raccordate da un'enorme gru si susseguono colonne di containers e al centro di questo imponente paesaggio portuale, altri elementi simulano un modesto "arco di trionfo" i cui piedritti sostengono una gigantesca Feluca (Napoleone Bonaparte). Sormonta il tutto un immenso scheletro di serpente in metallo che si dispiega come nebbia tra queste "montagne".

L'intera opera evocando la figura di Napoleone allude al declino dell'Impero. Edificati da containers i "castelli imperiali" raffigurano il potere economico in crescita, causa della nascita e sviluppo di nuove commerciali aree geografiche. Codeste, governate da cinici potenti, dietro criminali ambizioni muovono parte dell'intero traffico mondiale. Emergenti ricchezze celano, spesso, azioni illegittime che applicano sul territorio spregiudicate strategie politiche, misurandosi con la violenza della guerra. Predatrici delle acque marine molte di queste multinazionali hanno sede presso paradisi fiscali: non pagano tasse, operano con carichi illeciti e grazie al trasporto clandestino (scarsi controlli doganali) fanno passare armi e droga. Un mostro marino dall'impatto devastante sull'ambiente che miete vittime nella spirale del gigantesco sistema del commercio mondiale.

L'opera monumentale induce alla profonda riflessione su quanto ruoti intorno al sistema del commercio globale, fonte di vita del trasporto marittimo. L'attenzione è rivolta all'esaurimento delle risorse, in particolare, di quelle marine. Lo spettro del fallimento evoca il disastro ecologico in corso negli oceani per effetto di cieche politiche speculative. Il rimando alla storia simboleggia anche la fine delle attività tradizionali con l'allarme dominante e crescente dello sfruttamento delle manovalanze provenienti dai paesi più poveri. Un consumismo inutile che sta inevitabilmente indirizzando il lavoro odierno verso nuove forme di regime di schiavitù contemporanea. Siamo tutti chiamati in causa: il consenso al consumo globalizzato determina l'inevitabilmente andamento disastroso del mondo economico di oggi, causa della catastrofe ambientale. A rimarcare come la ricchezza appena nata si tramuti nella rovina della società moderna, e come il recente potere affini l'arte di donare al quotidiano una dimensione del vivere dall'aspetto del tutto provvisorio, sono le immagini inquietanti, perlopiù nascoste dai media "orientati". Seguendo la scia di ogni nave un lungo serpente, ogni giorno, attraversa tutti i mari del mondo: prende vita lungo i maggiori porti del mondo e si nutre di energie combustibili che divora riversandone i rifiuti tossici nelle acque marine. L'enorme bocca spalancata del serpente immette veleno e divora il ciclo della vita: una spirale di morte infinita generata da questa catena di gloria e distruzione che vede, in primis, agire le multinazionali. Madri dei paesaggi industriali che stanno cambiando il mondo, i cui effetti fisici e ottici innalzano davanti a noi lo spettro dell'universale disastro ecologico, esse sono coinvolte in interminabili giochi di sfruttamento, occupano ogni angolo del mondo usurando tutto nella ricerca del maggiore profitto, a danno dell'essere umano e dell'ambiente circostante.

Lunedì 9 maggio inaugurava Monumenta2016. Nella stessa serata, la RAI nel corso della trasmissione Petrolio, passava l'inchiesta dal titolo: I Padroni del Mare (http://www.petrolio.rai.it). La sensibilizzazione del trasporto responsabile appartiene a ognuno di noi. Monumenta 2016 è visitabile fino al 18 giugno 2016. (Fotografia per gentile concessione di Régis Figarol)

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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