Muro a muro, Parigi difende la Street Art consacrando il suo museo a cielo aperto

Muro a muro, Parigi difende la Street Art consacrando il suo museo a cielo aperto
Una delle prime importanti iniziative che segnano l'inversione di rotta nel considerare illegale o legale l'arte di strada, a Parigi si registra nel 2003, quando l'artista Jean Reaper fonda l'associazione Le M.U.R. (Modulable, Urbain, Réactif).

L'iniziativa, avviata per portare sostegno e promozione all'espressione artistica contemporanea, incidente sul territorio e contraddistinta come arte urbana, trova nel cuore del 11° arrondissement la 'PARETE' ideale per lanciare un progetto culturale a carattere internazionale. Il programma prevede una serie di performances pittoriche da eseguirsi sul muro, invitando vari artisti di strada che partecipano alternandosi ogni quindici giorni. La grande parete che si trova sulla Rue Oberkampf, sull'angolo dello slargo all'incrocio con la Rue Saint Maur, inizialmente è nata come superficie adibita all'affissione di manifesti pubblicitari. Costantemente presa d'assalto dagli artisti di strada, é stata da costoro, usualmente, 'imbrattata' da graffiti e stencil, tanto da impedirne qualsiasi forma di annuncio promozionale. Per lunghi anni, la grande parete è stata oggetto di un'accesa diatriba tra l'agenzia concessionaria dello spazio pubblicitario e gli artisti accusati di vandalismo, con tanto di dure prese di posizioni attivate per contrastare le azioni 'pittoriche' ritenute illegali. La lotta, prolungatasi per anni, alla fine, ha visto l'impresa gettare le armi e rinunciare alla proprietà del grande pannello, ceduto alla 'strada' grazie a un accordo legale. Da qui l'idea di prendere in prestito questo formato 'spot' e di appropriarsi di un rituale che sostituisce il concetto pubblicitario e diviene artistico. Inoltre, poiché autorizzato, sottrae l'arte di strada dall'accusa di vandalismo e la riscatta dalla situazione di assoluta illegalità. L'associazione Le M.U.R. regolarmente attiva, chiama artisti da tutto il mondo, offrendo un grande pannello urbano sul quale esprimere arte liberamente. Un pubblico eterogeneo assiste ai periodici appuntamenti che offrono spettacoli dal vivo dalle modalità del tutto gratuite, seguendo fin dalle fasi preliminari il lavoro artistico eseguito a cielo aperto. Sono opere effimere che si sovrappongono e si sostituiscono nei vari passaggi da artista ad artista. Artisti all'opera che si confrontano con tecniche diverse, tra acrilici, inchiostri, spray, collage...

 Al progetto volano seguono numerose iniziative che contagiano anche altre circoscrizioni di Parigi e che creano un ponte tra i diversi quartieri, portando alla realizzazione di un vero e proprio museo a cielo aperto. Tale circostanza fa esplodere un miracoloso interesse collettivo che inizia a ruotare intorno al poco conosciuto mondo artistico della Street Art. La sensibilità delle istituzioni locali si avverte maggiormente nel rapporto che s'instaura tra gli artisti e i dirigenti delle circoscrizioni più segnate dal fenomeno, ovvero quelle del 19°, del 20° e del 13° arrondissement. Quest'ultima, addirittura, nel mese di novembre-dicembre 2014, dedica all'arte di strada la sua periodica pubblicazione mensile dal titolo 'Le 13e, capitale du Street Art', così offrendo una guida panoramica delle opere presenti nel quartiere e, per facilitarne la scoperta, le affianca anche informazioni reperibili sul sito on-line, con rimando a un link specifico esclusivamente riservato al percorso delle opere su strada. Non di meno, risponde la circoscrizione del 19° che nello scorso luglio, aderendo alle varie iniziative lanciate per la 'consacrazione' dell'arte di strada, ha autorizzato la performance 'Ourcq Living Colors #3', presentata dall'artista di strada Da Cruz (originario della rue de l'Ourcq) insieme all'associazione culturale Pas Sages et Hip Hop Citoyens: dieci artisti provenienti da varie nazioni hanno eseguito una serie di opere realizzando un monumentale murale che tutt'ora ricopre interamente d'arte il lungo e famoso muro che si estende sulla rue Germaine-Tailleferre.

Sono tante le azioni avviate alla promozione di questa disciplina artistica, e, altrettante, sono quelle attivate per difendere la specificità del passaggio trasformatosi nell'arco di questi ultimi 25 anni, che hanno visto tanti muri 'illegali' interessati da significative espressioni artistiche. Le stesse opere, oggi, sono realizzate sulle pareti 'istituzionalizzate', e si annoverano le partecipazioni di artisti di fama internazionale. Sono attività culturali molteplici che testimoniano un'importante presa di posizione della metropoli francese nel rispetto di un'arte, fino a poco tempo fa, perseguita perché illegale, e che segnano la trasformazione della concezione dell'arte di strada in Francia. Così, in luoghi talvolta impensabili -e che raramente possono essere scovati sennonchè seguendo i passi di guide metropolitane- la terra della capitale francese appare meno turistica. Si va alla scoperta della Street Art che ha caratterizzato questi luoghi, conoscendone le sue radici e capendo meglio l'evoluzione architettonica della città. Un'attività sociale e culturale che aiuta a capire la riconversione delle industrie e le avvenute trasformazioni urbane. Programmi culturali che riscattano le periferie parigine dall'abbandono, nel tempo declassate a borgate degradate e che, oggi, fanno riemergere con vitalità, risvegliandola, una metropoli che da troppo lungo tempo caduta addormentata sembrava non aver più nulla da offrire alla scena dell'arte.

Pubblicato in Arte
Stefania Brugnaletti

Sito web: www.awish.it

Architetto e curatrice di progetti di valorizzazione artistica. Fondatrice di a Wish Consultancy agenzia internazionale offre servizi di consulenza nel settore della creatività (architettura-artecontemporanea-moda). E' persona Interculturale plurilingue orientata verso nuovi indirizzi di ricerca. Esperta consulente d'arte è autrice di testi.

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