Not yet titled: Marco Strappato

The Gallery Apart presenta Not yet titled di Marco Strappato, seconda personale dedicata all’artista dopo la mostra La ripetizione, qualora sia possibile, rende felicitenutasi nel 2011 nel precedente spazio di via Monserrato.

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The Gallery Apart presenta Not yet titled di Marco Strappato, seconda personale dedicata all’artista dopo la mostra La ripetizione, qualora sia possibile, rende felicitenutasi nel 2011 nel precedente spazio di via Monserrato. Marco Strappato torna ad esporre a Roma, venerdì 22 novembre, dopo importanti esperienze artistiche e formative, tra cui la recente ammissione al 'MA programme in Sculpture' presso il Royal College of Art di Londra , città dove l’artista vive e lavora già da tempo.

Strappato compie un’ulteriore riflessione sui temi cari alla sua ricerca, a partire dai comuni codici visivi e linguistici che egli rimette continuamente in discussione attraverso la selezione, la manipolazione e l’alterazione delle immagini. Fra le infinite possibilità di materiali e informazioni visive del nostro quotidiano, Strappato predilige una particolare categoria di immagini, quelle che Michael Jakob definisce come immagini-paesaggio. Categoria che può essere utilizzata per comprendere appieno l'esperienza estetica in età contemporanea, fra retoriche dell'autentico e dell'inautentico, dell'esotico e del quotidiano, dell'artificiale e del naturale. Per il progetto Not yet titled, Strappato ha realizzato una serie di nuovi collage, un’installazione ed alcuni interventi in situ.

Come sottolinea Claudio Musso, un cui testo sul lavoro di Strappato arricchisce la mostra, “Da un certo punto di vista è possibile leggere l’evoluzione dell’arte come costruzione, vita e metamorfosi di immagini. Ciò risponde, in parte, alla necessità umana di registrare (e comprendere) l’ambiente circostante. La riproduzione della realtà ha poi introiettato ben presto i limiti che la convenzione aveva imposto, definendoli con termini che possono essere tutti sinonimi di vincolo (cornice, inquadratura, quadro o schermo).

Oggi intraprendere una ricerca sull’immagine presuppone l’immersione in un flusso ininterrotto, nel quale, a volte, la selezione, la modifica o il ritocco sono più efficaci della creazione ex novo. Marco Strappato conduce un’analisi materica della rappresentazione, molto spesso entra in contatto diretto con gli oggetti-immagine (fotografie, stampe, diapositive, pagine, pellicole) che incontra e che tratta come corpo vivo. Il suo obiettivo primario è, a prima vista, il paesaggio nelle molteplici sue declinazioni. Anche se l’evidenza in molti casi sembra smentire, i suoi non sono paesaggi naturali, sono piuttosto luoghi lontani o del desiderio, set cinematografici per storie appena accennate o ancora da scrivere, in cui è facile riconoscere tratti di familiarità e a cui, al contempo, è impossibile dare una collocazione certa.

Più che apparentarsi al genere pittorico, a qualche forma di vedutismo, Strappato compone visioni interiori, traslate sul mondo esterno, o meglio sulla sua raffigurazione. Le immagini vengono indagate attraverso la loro stessa percezione e, soprattutto nelle prove più recenti, attraverso sistemi espositivi in cui il significato di paesaggio può confondersi con quello di ritratto (e viceversa)”.

Pubblicato in Arte

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