Novella Parigini. Un mito preannunciato

Da giovedì 21 novembre la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita, in occasione dei venti anni dalla sua scomparsa, una retrospettiva dal titolo “Novella Parigini. Un mito preannunciato” e una serie di iniziative dedicate all’artista che ha segnato con la sua pittura la storia dell’arte contemporanea,rappresentando il secolo passato, ed è stata il simbolo della Dolce Vita.

novellaparigini

Da giovedì 21 novembre la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita, in occasione dei venti anni dalla sua scomparsa, una retrospettiva dal titolo “Novella Parigini. Un mito preannunciato” e una serie di iniziative dedicate all’artista che ha segnato con la sua pittura la storia dell’arte contemporanea,rappresentando il secolo passato, ed è stata il simbolo della Dolce Vita.

L’esposizione - a ingresso libero e in programma a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) fino al 30 novembre – racconta, attraverso un’ampia raccolta di opere realizzate durante una lunga esperienza artistica, la pittrice e permette di conoscere il costume e la cultura degli anni ‘50 e ’60 attraverso un intreccio quasi surreale tra i maggiori protagonisti di quei tempi.

Accanto ai quadri di dimensioni diverse, sui quali campeggiano figure androgine e creature surreali a metà tra la donna e il gatto, ma anche paesaggi sognanti dalla natura lussureggiante e dolcissime Madonne velate, un video-testimonianza, in cui l’artista racconta sé stessa, la propria vita e il proprio pensiero, e una serie di gigantografie che riproducono alcune testate dell’epoca e le lettere nelle quali il Vate suggerisce il nome di Novella a Emilia, la madre dell’artista, affidandole anche le istruzioni di un infallibile talismano da lui regalatole. 

Nata a Chiusi da un’aristocratica famiglia senese, Novella cresce negli ambienti intellettuali parigini. Nella capitale francese, dove si trasferisce ancora giovanissima, frequenta l’Accademia delle Beaux Arts e vende i propri quadri in strada pur di riuscire a mantenersi in quella cultura internazionale fatta di personaggi del calibro di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, madre del movimento femminista, Jean Genet e il poeta Jean Cocteau, amico di Picasso, Matisse e Man Ray, che la formano come donna ricca di spirito e d’intelligenza. Conosce prima l’esistenzialismo, di cui diventerà ambasciatrice, e poi il surrealismo. Esuberante, disinvolta, assetata di vita, interprete di un pensiero libero, la Parigini, rientrata in Italia, diventa la protagonista indiscussa dell’arte romana, signora della “Dolce Vita” celebrata da Fellini. Nel suo studio, di Via Margutta, da lei eletta a palcoscenico delle sue avventure esistenziali e artistiche, passano le personalità dell’arte e del cinema di tutto il mondo: da Dalì a De Chirico, da Sartre a Cocteau e poi i grandi divi di casa nostra, come Sophia Loren e Vittorio Gassman, e le star internazionali Tyrone Power, Linda Christian, Ava Gardner, Marlon Brando e l’amica di sempre Ursula Andress. Fine conoscitrice del jet set internazionale, riesce a fare della mondanità un’arte nell’arte. Nel 1954 è a New York dove allestisce grandi mostre, ma a ospitare le sue esposizioni saranno presto diverse tra le più importanti città del mondo. I suoi lavori figurano in importanti collezioni e musei del mondo. Prima artista europea a esporre in Cina, riceve l’omaggio anche dalle poste francesi che le dedicano un francobollo.

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