#nuovicodici | l’arte contemporanea da decriptare

Stefania Galegati Shines Humans, 2009 still da video Sezione #duestanze Stefania Galegati Shines Humans, 2009 still da video Sezione #duestanze
#ladelicatezzadellamateria, #parvenzedistato, #clangori, #duestanze, #pixelage, #aroomofherown, #artissocial, #beyondboundaries, #introspezioni e #thewasteland sono le sezioni dell’esposizione #nuovicodici che si terrà dal 29 agosto al 20 settembre a Cremona.

Un evento che rientra tra le iniziative della Biennale di Soncino “A Marco”, giunta alla sua ottava edizione, che da quest’anno offre al pubblico una ulteriore occasione di confronto e approfondimento dell’arte contemporanea con una mostra collaterale a Palazzo Stanga Trecco, nel centro storico di Cremona.

Il progetto curatoriale sui nuovi codici linguistici degli artisti contemporanei, organizzato da Aleart, occuperà l’intero piano nobile del palazzo, con opere appositamente realizzate, rispondendo alle idee e alle letture che un pool di nove curatori e critici italiani - Ilaria Bignotti, Milena Becci/Valeria Carnevali, Niccolò Bonechi, Chiara Canali, Matteo Galbiati, Giovanna Giannini Guazzugli, Davide Quadrio, Stefano Verri e Alice Zannoni - ha proposto ad artisti già attivi nel panorama nazionale e internazionale.

Le dieci sezioni in cui si articola il progetto che, in un coerente e strutturato percorso, porteranno a compiere un affascinante viaggio di scoperta di nuovi codici espressivi dell’arte contemporanea e, allo stesso tempo, di riscoperta della sede storica, stimolando e vivificando il rapporto tra passato e presente. Questa mostra costituisce una novità assoluta per la città di Cremona, dove non è mai stato presentato un progetto di arte contemporanea così ampio e articolato. Questo permetterà inoltre di aprire e rendere visibile Palazzo Stanga a cittadini, visitatori e turisti, mostrandone la ricchezza e sfruttandone appieno la potenzialità.

Gli spazi storici saranno esaltati dalla nuova prospettiva, dal dialogo tra le opere e gli ambienti, grazie a quelle connessioni imprevedibili che si generano tra tradizione e ricerca di linguaggi artistici attuali impiegati da 33 autori quali : Francesco Arecco, Andrea Botto, Alessandro Brighetti, Canecapovolto, Giulio Cassanelli, Paolo Ceribelli, Mandra Cerrone, Pierluca Cetera, Giacomo Cossio, Aron Demetz, Rocco Dubbini, Alessandro Fonte, Stefania Galegati Shines, Claudia Gambadoro, Giovanni Gaggia, Nadia Galbiati, Michelangelo Galliani, Cesare Galluzzo, Ricardo Miguel Hernandez,Vincenzo Marsiglia, Luca Moscariello, Salvo Ligama, Elena Modorati, Gianni Moretti, Damir Nikšić, Massimiliano Pelletti, Laura Renna, Piero Roi, Francesca Romana Pinzari, Gianluca Rossitto, Michele Spanghero, Rita Vitali Rosati, Mona Lisa Tina e Zino.

“La Biennale di Soncino, a Marco” nasce nel 2001 per volontà di due artisti amici di Marco, allora poco più che ventenni, che organizzano una collettiva di pittori, scultori, installatori e studenti d’arte a loro vicini per riempire il vuoto umano e artistico che la scomparsa di Marco ha lasciato. Quello che avrebbe dovuto essere un momento espositivo unico e spontaneo, si è trasformato in un appuntamento ricorrente che ogni anno richiama sempre più persone grazie a una selezione d’artisti di alto livello e mai scontata. Ne è la dimostrazione del suo successo crescente l’ampliarsi degli spazi coinvolti dalla kermesse che riesce a cogliere. 

Il codice è per definizione un sistema di informazioni, sia esso una miniatura medievale o un binario su cui far scorrere dati informatici da una parte all’altra del pianeta. Il codice, come insieme di segni, è un veicolo di espressione e contenuti che muta sé stesso nel contesto e nel tempo. Quali sono allora i #nuovicodici? Per scoprirli avrete meno di un mese, non perdete l'occasione.

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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