PAD Paris Art+Design

Nato nel 1997 come un semplice rendez-vous di galleristi, nel tempo il PAD Paris, Pavillion Art+Design è diventato uno degli appuntamenti più prestigiosi del settore, insieme a quelli di New York e Londra. 

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Nato nel 1997 come un semplice rendez-vous di galleristi, nel tempo il PAD Paris, Pavillion Art+Design è diventato uno degli appuntamenti più prestigiosi del settore, insieme a quelli di New York e Londra. Negli splendidi giardini delle Tuileries, si sono riunite, dal 27 al 30 marzo, alcune delle più importanti gallerie mondiali che hanno offerto al pubblico alcuni pezzi rari di stili e generi diversi: dall’arte africana a quella dell’Asia, dall’arte decorativa degli ultimi secoli all’archeologia; e molto altro ancora.

Questa finestra sul mondo dell’arte e del design rappresenta un’occasione per scoprire degli artisti poco conosciuti, ritrovarne altri il cui nome ha attraversato i secoli, grazie alla selezione puntale dei curatori della manifestazione, 14 per il 2014. In quattro giorni, sotto circa 5.000 m2 sono stati accolti 67 espositori e quasi 50.000 visitatori, tra collezionisti, architetti, giornalisti, galleristi o semplici amanti del bello.

Come ogni anno, PAD ha presentato un nuovo talento. Quest’edizione ha messo all’onore la scultura dell’artista francese autodidatta, Laurent Debraux, che si è fatto notare in occasione del salone dell’arte cinetica a Londra, nel marzo 2013. L’opera intitolata “Lo stagno alle fate”, esposta all’entrata del padiglione, invita l’ospite a accordarsi un tempo di meditazione e d’emozione in opposizione perfetta alla corsa contro il tempo che caratterizza il nostro millennio grazie al movimento poetico di un albero in levitazione, che fluttua nei nostri pensieri.

Tra le opere da segnalare, una selezione di scatti del fotografofo tedesco Eberhard Grames “Talking faces” realizzate all’indomani della caduta del muro di Berlino (1989), presentate dalla galleria Armel. Eberhard Grames ha viaggiato per più di un anno attraverso la Germania Est, la Russia e la Romania, incantato dall’autenticità di questo mondo. I suoi ritratti sono di un realismo diretto e duro, quasi delle nature morte. Sono foto realistiche, dove nulla è costruito.Protagonista la gente ordinaria – chi ha più sofferto sotto il regime comunista. I luoghi dove ha realizzato i suoi ritratti sono stranamente sui toni del grigio e del marrone, i volti spesso sono sporcati dalla polvere di carbone dei camini. Lontano dal glamour, si ritrovano catturati dall’occhio della camara, liberi dopo il 9 novembre, uomini, donne e bambini.

Dai corpi decorati di tatutaggi dei minatori di “Coal gang” di Grames, alla nuova collezione di mobili e sculture ideate in omaggio a Constantin Brancusi della galleria Negropontes. Le creazioni del designer Hervé Langlais e degli artisti vetrai Perrin & Perrin, ricordano i principi creativi cari allo scultore rumeno: semplicità delle forme, gioco degli abbinamenti e ripetizione dei volumi. L’allestimento dello stand include inoltre alcune fotografie delle sculture emblematiche di Brancusi firmate Dan Grigorescu-Negropontes, padre della gallerista Sophie Negropontes, che immergono il visitatore in una dimesione artistica inedita.

Tra gli ospiti, anche Sèvres-Città della ceramica con le sue collezioni e opere d’arte in porcellana prodotta nella cittadina dell’Hauts-de-Seine, per sottolineare come questo genere sia sempre apprezzato e innovatore. Come dimostrano le molteplici collaborazioni con gli artisti di fama internazionale: Aldo Bakker, Lionel Estève, Myriam Mechita, Kim Simonsson, Pierre Soulages.

Infine, il PAD è stata l’occasione per premiare alcuni talenti: Premio per lo stand alla galleria Jacques Lacoste; Premio arti decorative XX° secolo a Carl Hörvik autore del “Cabinet” (1925) e Premio design contemporaneo a Victoria Wilmotte, per il tavolo “Magma” in pietra lavica (2014).

Anche questa diciottesima edizione, appena conclusasi, conferma il PAD come una fiera sempre più eclettica, creativa e innovativa.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte

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