Paesaggio in Indaco. Prove di volo. La mostra personale di Betty Vivian alla Galleria dei Miracoli

"Anya Duna Maternità", olio su tela, 100X80 cm "Anya Duna Maternità", olio su tela, 100X80 cm opera di Betty Vivian
Verrà inaugurata sabato 2 luglio 2022 alle ore 18.30 presso la Galleria dei Miracoli - via del Corso 528/Piazza del Popolo - dal noto critico d’arte Daniele Radini Tedeschi la mostra personale di Betty Vivian “Paesaggio in Indaco. Prove di volo”.

«I paesaggi e le ambientazioni oniriche di Betty Vivian trasportano l’osservatore nella dimensione del viaggio verso mete lontane» (Daniele Radini Tedeschi)

Prima tappa personale per l’artista trevigiana che, come membro di Identity Collective, presenterà ad agosto un suo lavoro al Padiglione Nazionale Grenada presso la 59. Biennale di Venezia Arte. Nel cuore di Roma, sabato 2 luglio 2022 la Galleria dei Miracoli ospiterà l’inaugurazione della prima mostra personale dell’artista trevigiana Betty Vivian dal titolo Paesaggio in Indaco. Prove di volo, in esposizione permanente fino a lunedì 11 luglio.

Il vernissage si svolgerà con l’inaugurazione del noto critico e storico dell’arte Daniele Radini Tedeschi, avrà la presentazione di Mita Medici affiancata dal fotografo Carlo Landucci per la Onlus “Gli Occhi della Speranza” - che opera in Africa per il sostentamento di comunità e l’installazione di laboratori ed apparecchiature mediche che permettono interventi chirurgici, oculistici e odontostomatologici - alla quale B. Vivian ha scelto di devolvere parte del ricavato della vendita dei quadri.

La Personale è stata realizzata insieme a Raoul Bendinelli, in collaborazione con il fornitore ufficiale MomArte - Materiali per Artisti e la Cantina Casale del Giglio. L’artista è stata inoltre invitata, come membro di Identity Collective, ad una sinossi di presentazione, che si terrà ad agosto, riguardo un suo recente lavoro che riflette sul tema dell’integrazione, presso il Padiglione Nazionale Grenada alla 59. Biennale di Venezia Arte.

La libertà, il viaggio, il sogno, finalmente. Il ritorno alla gioia di vivere come antidoto alle paure e come messaggio di speranza è il tema forte delle opere di Betty Vivian, artista trevigiana con un profondo legame con il Brasile, terra che l’ha ospitata per lunghi anni e che irrompe nelle sue coloratissime tele con la tradizionale dicotomia saudade/allegria, qui interpretata in chiave di conquistata serenità dopo la tempesta emotiva.

«I paesaggi e le ambientazioni oniriche di Betty Vivian», spiega Daniele Radini Tedeschi, «trasportano l’osservatore nella dimensione del viaggio verso mete lontane, tra foreste lussureggianti e specchi d’acqua limpida. Usando come strumenti la pittura a olio e l’acquerello, Vivian dipinge brani del suo passato, trasferendo su tela le sensazioni e le emozioni vissute a contatto con persone e luoghi a cui dimostra, nel profondo, di appartenere», dove proprio l’acqua è l’elemento naturale di maggiore ispirazione per il suo valore simbolico e la sua capacità di rappresentare il nostro eterno divenire, quel movimento necessario all’emozione, perfettamente colti dall’artista.

«La trascrizione delle emozioni e dei sentimenti che l’artista prova nei luoghi ha qualcosa di familiare, nonostante la sua cifra sia originale», scrive di lei Vittorio Sgarbi, «non è una paesaggista tradizionale, però riesce a comunicarci qualcosa che è già dentro di noi e che ci fa sentire quel tramonto come lo sente lei, vedere quella barena come la vede lei, e muoverci in una realtà che è al confine tra il sogno e la visione». «Il Brasile di Vivian è sempre lì, trasportato dal ricordo della tela, con soluzioni fortunate», aggiunge V. Sgarbi, «è infatti una pittura che mette allegria, spensieratezza e restituisce gioia di vivere. Senza dimenticare che serve bravura per rappresentare la felicità in pittura».

 

La mostra personale di Betty Vivian Paesaggio in Indaco. Prove di volo rimarrà aperta al pubblico - ad ingresso libero - presso la Galleria dei Miracoli fino a lunedì 11 luglio 2022 (dalle 15.00 alle 20.00; la mattina su appuntamento).

 

 

 

 

 

Pubblicato in Arte

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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