Paragone - Forme e colori dell’arte urbana italiana

Poco più di un mese fa erano a Roma impegnati a riqualificare, con le loro opere, il sottopasso di via Ostiense: dal 13 marzo al 27 aprile, espongono a Parigi nella mostra collettiva "Paragone - Forme e colori dell’arte urbana italiana".

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Poco più di un mese fa erano a Roma impegnati a riqualificare, con le loro opere, il sottopasso di via Ostiense: dal 13 marzo al 27 aprile, espongono a Parigi nella mostra collettiva "Paragone - Forme e colori dell’arte urbana italiana". Si tratta di Moneyless e Tellas che insieme ad Agostino Iacurci e Pane sono ospiti della Galerie L.J. per un viaggio alla scoperta dei diversi aspetti della street art italiana. Un poker d’artisti proposto da Christian Omodeo, fondatore dell’associazione Le Grand Jeu, che con questa prima esposizione parigina vuole mostrare la «ricchezza del panorama italiano, dei suoi stili profondamente diversi» in un allestimento ispirato alla teoria del paragone di Vasari per la quale il colore serve a esprimere le emozioni mentre la linea esprime la razionalità. Teoria che ha avuto moltissima fortuna nella storia dell’arte fino a essere messa in discussione nel Novecento, ma che viene ancora percepita come “vera” da gran parte del pubblico.
L’esposizione, attraverso il suo percorso visivo, invita lo spettatore a paragonare con il proprio sguardo, per riconoscere e smascherare i pregiudizi visuali, osservando e analizzando le opere dei quattro artisti che fondano il loro lavoro sul colore, come Agostino Iacurci e Pane, o sul disegno come Moneyless e Tellas. Sala dopo sala, il pubblico scopre che i tratti e le righe sono molte volte un eccellente mezzo per tradurre le emozioni anche le più intense, mentre dei progetti decisamente razionali fanno spesso ricorso alle macchie e alle superfici di colore. Christian Omodeo, forte di un’esperienza nella street art italiana maturata nello Stilvale, grazie a “Paragone” e ad altri eventi in via di realizzazione, intende promuove gli artisti italiani sul palcoscenico europeo. «In Italia è mancata una struttura di gallerie, d’istituzioni che sostenessero questi artisti, alcuni dei quali hanno già un percorso consolidato e riconosciuto a livello mondiale», afferma Omodeo. «Artisti che utilizzano un linguaggio internazionale ma che preservano una connotazione prettamente italiana, riconoscibile, e il cui lavoro merita sicuramente di essere valorizzato.»

Cristina Biordi

 

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