Paris Photo, oltre la realtà

Paris Photo, l’appuntamento internazionale della fotografia della Ville Lumiére, ha accolto sotto la navata del Grand Palais, 137 gallerie e 30 editori provenienti da oltre 20 paesi di tutto il mondo. 

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Paris Photo, l’appuntamento internazionale della fotografia della Ville Lumiére, ha accolto sotto la navata del Grand Palais, 137 gallerie e 30 editori provenienti da oltre 20 paesi di tutto il mondo. Con più di 55.000 visitatori, questa grande fiera, dal 14 al 17 novembre, ha mostrato la ricchezza e la vitalità della creazione fotografica storica e contemporanea.

L’anno 2013 è un anno particolarmente fecondo per Paris Photo che ha visto nascere la sua prima edizione americana negli studi della Paramount a Los Angeles. Forte del suo successo mondiale, la manifestazione ha cavalcato l’onda accogliendo al Grand Palais artisti, galleristi, collezionisti, professionisti, curiosi e appassionati attorno a una programmazione ambiziosa ed esigente, che ha messo l’accento sulla diversità e la qualità degli artisti e delle opere presentate.

Come ad esempio quelle proposte dalla galleria torinese Photo&Co, tra cui i lavori di Georges Rousse, particolarissimi e d’effetto, che nascono dagli interventi pittorici realizzati dall’artista in luoghi abbandonati o in corso di demolizione. Ambienti deserti e fatiscenti che riacquistano, nel lavoro dell’artista francese, una nuova dimensione attraverso la pittura. Lo spazio è trasformato da una tecnica complessa e stupefacente, con un sottile “gioco” prospettico di volumi e colori, e poi rappresentato nella sua nuova apparenza dalle fotografie finali, unica testimonianza del suo intervento poiché i luoghi sono destinati a scomparire. Altro artista presentato dalla galleria è Thomas Allen, un fotografo dallo stile originale e sorprendente. I suoi strumenti, insieme alla macchina fotografica sono i libri – in particolare i vecchi romanzi popolari - e le forbici. Le illustrazioni delle copertine vengono ritagliate e trasformate in “quadri”: le immagini sono poste in modo da offrire allo spettatore una sensazione tridimensionale, con una messa in scena teatrale, carica di ironia e umorismo, e immortalate nella fotografia.

Paris Photo ha voluto rendere omaggio al ruolo dei collezionisti con la mostra “Collezione privata”, per sottolinearne la passione e la perseveranza, attraverso una selezione della raccolta di Harald Falckenberg, pioniere nel mondo della fotografia. Mentre, l’esposizione “Acquisizioni recenti” ha presentato le nuove raccolte fotografiche di tre istituzioni internazionali: Instituto Moreira Salles di Rio, Art Gallery of Ontario di Toronto e il museo Folkwang di Essen.

Grande spazio anche al libro fotografico con “Libro aperto”, che ha presentato la raccolta di Martin Parr - uno dei più originali, innovativi e conosciuti fotografi dei nostri giorni - e “Protest Photo Books”, sui movimenti di contestazione degli anni 60, quando - prima dell’arrivo d’Internet - questo mezzo cartaceo costituiva la migliore "piattaforma" per documentare.

Un’edizione ricca in scoperte completata dalle esposizioni dei partner ufficiali: Giorgio Armani e la sua Acqua#4, “Best Picture” di JPMorgan, Marion Gronier prodotta dalla BMW arte e cultura, Cédric Gerbehaye presentata da Leica e infine la mostra dei giovani talenti SFR.

Paris Photo ha dimostrato che la fotografia non è soltanto la documentazione della realtà, ma anche la “fabbrica di un’immaginario”, che prende vita attraverso il lavoro di creazione degli artisti che utilizzano delle immagini esistenti per poi costruire su e queste le loro opere.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte

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