Penone à Versailles: sculture della natura

Per celebrare i 400 anni dalla nascita di André Le Nôtre, paesaggista del re Luigi XIV di Francia che ha ideato i giardini del Castello di Versailles, nella magnifica residenza del re Sole sono in corso una serie di eventi. L’esposizione di Giuseppe Penone, dall’11 giugno al 30 ottobre, si inserisce in questo sfarzoso programma.

Spazio-di-luce

Per celebrare i 400 anni dalla nascita di André Le Nôtre, paesaggista del re Luigi XIV di Francia che ha ideato i giardini del Castello di Versailles, nella magnifica residenza del re Sole sono in corso una serie di eventi. L’esposizione di Giuseppe Penone, dall’11 giugno al 30 ottobre, si inserisce in questo sfarzoso programma.

Per Catherine Pégard, Presidente dell’Ente Pubblico del Castello, Museo e Parco Nazionale di Versailles, è stata quasi un’evidenza invitarlo a partecipare alle celebrazioni. Certamente ha giocato il legame personale che Penone ha stretto con Versailles da quando ha scolpito due cedri abbattuti dalla grande tempesta del 1999, che danneggiò il parco, restando fedele alle sue idee giovanili “l’albero rinasce nell’albero” (nella foto Spazio di luce e Tra scorza e scorza ©Tdazio).

Quando Penone fece il sopralluogho, il giardino era coperto da un manto di neve e si intuiva solo la sua geometria. “Mi sono trovato davanti allo sguardo uno spazio neutro, afferma l’artista. É stato come lavorare sugli schizzi di Le Nôtre. Ho avuto una reazione quasi immediata, questa visione mi ha aiutato a comprendere come avrei voluto operare.”

Il progetto è stato un vero lavoro di équipe soprattutto con i giardinieri - gli artisti di Versailles - che, conoscendo i segreti di Le Nôtre, sapevano tecnicamente dove le sculture avrebbero trovato la loro giusta collocazione.

Le opere di Giuseppe Penone sono ripartite tra il Castello e il parco secondo l’asse della Grande Prospettiva e il Boschetto della stella. Nessuna competizione con la magnificienza del luogo. L’artista piemontese rispetta l’architettura geometrica e la struttura complessa, la moltiplicazione dei punti di vista e l’incrocio delle prospettive che creano un caleidoscopio visuale, inserendo le sue opere contemporanee in piena armonia con l’ambiente circostante, dando allo stesso tempo la sua impronta personale.

All’ora delle rivoluzioni tecnologiche Penone è un scultore che resta legato ai materiali naturali: legno, pietra, marmo, facendoli rivivere. Nato nel 1947 a Garesso in Provincia di Cuneo, è una delle figure maggiori della scena artistica italiana contemporanea, quale esponente di spicco della “arte povera”. I suoi primi lavori sperimentali furono realizzati direttamente nella foresta, intervenendo su degli alberi. In seguito, l’albero diventa il suo motivo principale: le foglie, la verticalità del tronco e la struttura dei rami costituiscono i suoi elementi privilegiati. Penone realizza i suoi alberi - gli esseri viventi più longevi sul pianeta - in bronzo, un materiale duraturo, “una materia che fossilizza il vegetale”, quasi per renderli immortali.

“Avere la possibilità di far dialogare il mio lavoro con quello di Le Nôtre a Versailles è un grande privilegio. Il giardino è un luogo emblematico che sintetizza il pensiero occidentale sul rapporto uomo-natura. La complessità del disegno suggerisce la molteplicità degli sguardi, e la sua estensione e grandiosità contrastano con la dimensione ridotta di chi lo attraversa.” Se il visitatore sparisce in rapporto alla grandezza dell’immenso asse della Grande Prospettiva, dove le opere sono disposte distanti tra di loro, nel Boschetto della stella si reimpossessa della propria dimensione. Questo luogo rappresenta l’intimità, “una stanza, uno spazio chiuso che si scopre con stupore”, in cui le proporzioni uomo-natura vengono ristabilite. Una piccola foresta dove 7 installazioni sono riunite, è “una rifessione sull’albero, la sua crescita, il suo movimento, il suo equilibrio”. Le 22 opere di Giuseppe Penone saranno viste dai milioni di visitatori del Castello di Versailles provenienti da tutto il mondo. Sculture che per la loro intensità e fascino non hanno bisogno di traduzione, perchè la bellezza parla una sola lingua, quella dell’emozione.

Cristina Biordi

Pubblicato in Arte
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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